A chiederlo a maggioranza e opposizione è la Cisl per la quale servono, “un’assunzione diffusa di responsabilità anche alla luce del Dl nazionale sugli enti locali”. E una serie di interventi, dall’industria ai rifiuti.
“Nello scorcio di legislatura che resta, chiediamo trovino posto le riforme attese dal mondo siciliano del lavoro. Servono risposte a una serie di questioni aperte. Poi l’Ars apra una stagione nuova”. Così la Cisl Sicilia alla luce della comunicazione di ieri a Sala d’Ercole del governatore Rosario Crocetta, invocando “un ponte tra maggioranza e opposizione: un’assunzione diffusa di responsabilità di Governo, Parlamento, sindacati e imprese, di fronte all’intreccio perverso della crisi sociale e di quella finanziaria”. Il sindacato ne ha discusso stamani, presente il segretario confederale nazionale Maurizio Bernava, in occasione dell’esecutivo regionale che ha portato a Palermo, dalle nove province dell’Isola, una settantina tra vertici locali e di federazioni regionali. Per Mimmo Milazzo, segretario generale regionale, anche alla luce del decreto legge sugli enti locali varato stamani in commissione Bilancio al Senato, che finalmente fissa i terminidell’accordo finanziario tra Stato e Regione, “vanno adottati interventi che non possono aspettare”. “Penso – afferma – a un piano di risanamento condiviso a Palermo e a Roma, che dia seguito alle raccomandazioni ripetute della Corte di conti”. Ma a maggioranza e opposizione “chiediamo – aggiunge – di contribuire assieme al sostegno dell’industria, cantieristica in particolare. E di approvare nuove norme in tema di enti di area vasta, servizi idrici, formazione, precari, forestali e rifiuti”. Quest’ultimo un nervo scoperto per la regione, sostiene la Cisl. Dei 2,4 milioni di tonnellate di scarti che la Sicilia produce ogni anno, infatti, a confluire nella raccolta differenziata, al momento, è appena il 13,4%, “il dato peggiore d’Italia”. Così, mentre l’Isola resta vergognosamente sommersa dalla spazzatura, di Srr continua a non esserci ombra.

Ad attendere che la politica batta un colpo, afferma la Cisl, è “un esercito di ben 70 mila persone a cui la politica regionale ha il dovere di dare risposte, facendo fronte alle emergenze”. “La drammatica situazione siciliana impone atti politici che restituiscano rapidamente autorevolezza e agibilità alle massime istituzioni dell’Isola”, rimarca il numero uno della Cisl Sicilia per il quale “s’impone il ricorso a una stagione nuova che segni una svolta e affidi nuova centralità ai temi dello sviluppo e del lavoro assieme a quelli della trasparenza e della legalità. Ma non meramente declamati”.
Per Bernava “la Sicilia, vista da lontano, appare ancor di più abbandonata a se stessa. Ha perso credibilità così come l’Ars, ieri, ha perso un’occasione, smarrita in una logica da gossip”. Per la regione il problema vero, secondo Bernava, è che “otto anni di recessione hanno affossato l’Isola anche perché non si è visto uno straccio di piano regionale per far fronte all’emergenza economica, a quella sociale e a quelle amministrativa e finanziaria. È per l’inesistenza di un qualunque piano, che Crocetta ha fallito”, secondo il segretario confederale Cisl.

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