CATANIA – La drammaticità economica che vive la Sicilia e lo sviluppo del territorio non si risolvono solo nell’incontro con i sindaci ma coinvolgendo le forze produttive e sociali che vi sono radicate e vi operano. È l’appello che la Cisl di Catania fa al presidente del Consiglio Matteo Renzi alla vigilia della sua visita nel capoluogo etneo, nel corso dell’esecutivo che stasera ha trattato i temi della mobilitazione che vedrà la Cisl scioperare nel settore pubblico l’1 dicembre e manifestare il 2,3 e 4 dicembre a Firenze, Napoli e Milano. Assieme al nuovo segretario regionale Cisl Mimmo Milazzo, Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl catanese sollecitano il capo del governo nazionale. «Renzi fa bene a visitare le eccellenze del territorio etneo e a riconoscerne il valore. È ciò che la Cisl fa da tempo in modo concreto anche con contrattazione aziendale innovativa, sottoscrivendo accordi che hanno permesso l’avvio di importanti realtà produttive come la 3Sun. «Invitiamo Renzi – proseguono Milazzo e Rotolo – a immergersi “mani e piedi” nel territorio anche per rendersi conto del disastro che è in atto in Sicilia dovuto a una politica lontana dalla realtà, del tutto priva di consapevolezza e incapace di rispondere alle esigenze vere di cittadini, lavoratori, pensionati, giovani e famiglie».

 Secondo la Cisl siciliana e catanese, il presidente del consiglio dovrebbe guardare anche «alle carenze infrastrutturali e alla mancanza di investimenti dovuti all’incapacità della politica regionale e locale di programmare e spendere i fondi comunitari, alla mancanza di politiche energetiche che affossano realtà produttive come ad esempio le Acciaierie di Sicilia; al disastro delle politiche attive del lavoro con quanto sta succedendo con la formazione professionale». Per Milazzo e Rotolo, «Renzi fa bene a sentire i sindaci dei Comuni metropolitani che vivono enormi difficoltà sia per i continui tagli delle rimesse nazionali e regionali sia perché non sono ancora riusciti ad avviare la dovuta riorganizzazione amministrativa, a tagliare gli sprechi e ottimizzare la spesa. Alla politica chieda anche lui, come facciamo noi, una vera responsabilità politica e amministrativa». «Se il premier vuole davvero ottenere informazioni preziose e rendersi conto di come soffre un territorio – concludono Milazzo e Rotolo – non si limiti a fare tour elettorali ma senta i corpi intermedi della società, le forze sociali e imprenditoriali e punti al confronto, al dialogo e alla cooperazione; ascolti la voce e le proposte della Cisl sia in termini di mobilitazione sia di interlocuzione, come quella che ci vedrà scioperare l’1 dicembre per il rinnovo del contratto del pubblico impiego e manifestare il 3 dicembre a Napoli, con le regioni del Sud, per il lavoro e per il sociale».

Nella foto da sin. Pappalardo, Attanasio, Milazzo,  Rotolo,  Pisanu

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