1. L’Unione Europea: questa odiata sconosciuta.

In questi ultimi mesi, l’Unione Europea ha affrontato il problema spinosissimo del default della Grecia. L’eurogruppo ha raggiunto a fatica un difficile compromesso che ha diviso l’opinione pubblica europea. Gran parte dell’opinione pubblica ha avuto forti reazioni dettate più dall’emozione che da un’analisi razionale e approfondita della situazione. Una cosa che balza agli occhi per chi conosce il diritto comunitario è che sia tra le persone comuni sia tra gli operatori del diritto c’è una scarsa conoscenza delle istituzioni europee e del loro funzionamento. Gli stessi operatori del diritto apprezzano solo in maniera settoriale e parziale l’influenza del comunitario sul diritto degli Stati membri. L’Unione Europea rimane per certi versi un essere misterioso e sfuggente persino agli stessi cultori del diritto comunitario.

Molti si chiedono il perché di certi strani meccanismi e di certe prassi dell’UE. Si domandano come mai l’Unione Europea abbia una strana forma. Per alcuni sembra un mostro o addirittura una dittatura tecnocratica.

Per cercare di chiarire la natura dell’Unione Europea e del suo funzionamento, è forse opportuno cercare di comprendere il pensiero dell’uomo che più di tutti ha ideato, propagandato, organizzato e realizzato le più importanti istituzioni europee. Questo uomo misterioso quanto la stessa Unione Europea è il conte Richard Coudenhove-Kalergi.

  1. Un conte e un sogno.

Richard Coudhenove-Kalergi era un aristocratico viennese figlio di un austriaco e di una nobildonna giapponese. Nella genealogia della famiglia Coudhenove-Kalergi sono presenti individui provenienti da tutta Europa. I Coudhenove erano di origine boema, ma si sono sposati con austriaci, tedeschi, francesi. I Kalergi erano nobili di origine greca, trapiantati in Francia. Una buona parte di questi Kalergi erano militari al servizio di Napoleone e finirono per stabilirsi in Polonia. Una di loro, brillante musicista, sposò addirittura un importante diplomatico russo.

La famiglia del conte Richard era una famiglia multinazionale, poliglotta e cosmopolita. Richard era essenzialmente un meticcio.

Si laureò in filosofia. Nel 1922 pubblicò un articolo in cui si parlava della necessità di creare in Europa una federazione europea. sosteneva che i nazionalismi avrebbero portato la distruzione in Europa e che un’Europa divisa in piccoli stati-nazione sarebbe stata un’Europa occupata o dagli Stati Uniti o dall’Unione Sovietica.

Nello stesso anno entrò a far parte della loggia massonica Humanitas di Vienna e diede vita all’associazione Pan-europa, che negli anni Trenta raccolse nelle sue file importanti figure dell’Europa da banchieri come Max Warburg ad intellettuali come Thomas Mann ed Albert Einstein a politici come Aristide Briand e Karl Renner. L’associazione aveva anche una sua rivista e una sua casa editrice tramite  le quali diffuse in tutta Europa l’idea di una grande federazione europea.

Nella sua incessante opera di presidente di Pan-europa e di pubblicista ebbe modo di elaborare alcune linee di pensiero importantissime:

  • l’idea che la mobilità garantita dai nuovi mezzi di comunicazione porta i popoli a mescolarsi tra loro;
  • l’idea che la nuova Europa debba trarre le proprie fondamento dal cristianesimo medievale (templare) e dalla cultura greca, distinguendosi dall’edonismo della società americana e dal materialismo della società comunista;
  • il progetto di mettere in comune la produzione del carbone e dell’acciaio della Germania e della Francia;
  • il progetto di creare a fasi un’unione doganale, un’unione economica, un’unione monetaria e successivamente l’unione politica;
  • la creazione di un’Europa di stampo federale prendendo prevalentemente a modello il federalismo direttoriale della Svizzera.

Tra gli anni 30 e 40 elaborò da solo o con altri intellettuali veri e propri progetti di trattati per realizzare la federazione europea.

I nazisti lo odiavano a morte in quanto discendente da una famiglia di meticci, in quanto massone, in quanto sostenitore della federazione europea. Quando Hitler annesse l’Austria alla Germania, le SS perquisirono la sede di Pan-europa e ne acquisirono tutti i documenti. Il conte riuscì fortunosamente a fuggire e a passare il confine con la Svizzera. Soggiornò per un breve periodo in Francia. Da lì si imbarcò negli Stati Uniti dove riorganizzò in esilio l’associazione Pan-Europa.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale tornò in Europa ed in Svizzera fondò l’Unione interparlamentare europeo. Contribuì in maniera determinante alla creazione del Consiglio d’Europa alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, alla fondazione della Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (CECA) e alla Comunità Economica Europea (CEE). Rimase deluso dallo sviluppo di questi organismi. Era convinto che la realizzazione della federazione europea fosse possibile con una certa rapidità e con un forte impulso politico. Condannò sempre la degenerazione tecnocratica che spesso si impadroniva delle istituzioni europee. Paradossalmente le parole più dure e più critiche contro la Comunità Europea sono proprio quelle sul rischio di ridurre le istituzioni europee a tecnocrazie o a organismi puramente economici. Queste critiche vengono proprio da Coudhenove-Kalergi e da Altiero Spinelli, i due pensatori e politici che più di tutti sentivano la necessità di passare da istituzioni di tipo economico ad una grande federazione europea.

  1. Le complesse vie dell’integrazione europea.

L’integrazione europea è stata ed è sicuramente molto più complicata di quella di cui parlava Coudhenove-Kalergi. In particolare, il passaggio dall’Unione monetaria all’Unione politica è divenuto molto problematico. L’introduzione dell’euro è stato seguito dal fallimento del Trattato che istituiva una Costituzione dell’Unione Europea (2004) bocciato con i referendum di Francia, Olanda ed Irlanda. Per cinque anni, l’Unione Europea è rimasta quasi paralizzata sino all’introduzione del Trattato di Lisbona. Mentre il Trattato-Costituzione creava un quadro costituzionale unico e avviava definitivamente la costruzione di un’Europa federale, il Trattato di Lisbona è composto dal Trattato dell’Unione Europea e dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e tutta una serie di allegati tra cui il secondo protocollo sulla sussidiarietà e sulla proporzionalità e la Carta di Nizza.

Un altro fattore di complessità e problematicità è stato per l’Unione Europea l’ingresso in blocco degli stati europei dell’Est. Molti di questi stati sono propensi ad un Unione per lo più economica e spesso si sono mostrati molto restii a partecipare ad una vera e propria Unione di stampo federale.

A tutt’oggi l’Unione Europea rimane l’eterna incompiuta. Da un lato non è un’organizzazione internazionale normale, dall’altro non è uno stato federale pur avendo molti elementi pre-federali come la cittadinanza europea, il Parlamento eletto dai cittadini, l’impulso politico del Consiglio europeo e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che si comporta quasi come una Corte Costituzionale.

  1. Un esempio di democrazia trans-nazionale o la prima Weimar trans-nazionale?

Potremmo dire che l’Unione Europea è il primo esempio di democrazia trans-nazionale e/o di democrazia cosmopolitica, in cui gli stati hanno ceduto forti quote di sovranità all’Unione Europea. L’allargamento e l’aumento delle competenze dell’Unione ha reso il diritto comunitario sempre più intricato, complesso ed invasivo. L’opinione pubblica, purtroppo, ha percepito quasi con violenza il peso e l’influenza dell’Unione Europea sulla Grecia.

L’errore che molti hanno commesso è quello di vedere nell’Unione Europea una dittatura o una dittatura tecnocratica. L’Unione Europea, in realtà, non ammette la divisione dei poteri, ma ha una gestione reticolare del potere in cui il potere è disperso tra numerosi organi ed istituzioni.

Secondo alcuni autori (Pernice, Kanitz ed altri) l’Unione Europea non è uno stato, e non ha bisogno di diventarlo. Questi autori parlano di multi-level constitutionalism, ossia un sistema integrato di carte e trattati che si influenzano reciprocamente. Secondo la loro opinione, questo sarebbe un assetto adatto in un’epoca ormai beyond-state e post-state.

A mio modesto parere, questo estremo pluralismo è stato messo profondamente in discussione proprio con la crisi greca. Proprio in questa crisi, che è. in fondo, una crisi di modeste dimensioni, l’Europa ha rischiato di saltare per aria. Cosa avverrà dell’Europa, quando si presenteranno sfide geopolitiche di più ampia portata? C’è il rischio che l’Unione Europea crolli e che diventi la prima Weimar transnazionale.

  1. Il filo d’Arianna e il labirinto.

Infine, va detto, che molti dei giudizi di politici ed economisti americani come Stiglitz e Krugman sono viziati da un limite. Nella riflessione americana, specie quella sul cosmopolitismo, non è sviluppata l’idea di una democrazia trans-nazionale o post-nazionale. Per gli americani, l’unica collaborazione tra gli stati passa principalmente attraverso il modello federale. Viceversa, in Inghilterra, l’Unione Europea viene immaginata come un’organizzazione intergovernativa e non si vede la possibilità di un’integrazione più forte e di stampo federale. In generale, possiamo dire, che l’ingegneria giuridica per la creazione di forme di democrazia trans-nazionale o di forme di democrazia cosmopolitica (Held, Archibugi) o del multi-level constitutionalism (Pernice, Bogdandy, Kanitz e altri) è tipicamente europea (tedesca e italiana).

La riflessione sul cosmopolitismo negli Stati Uniti è principalmente di natura filosofica (Nussbaum, Pogge, Rawls), mentre in Europa è caratterizzata da una più marcata natura giuridica come ad esempio si può notare nella democrazia cosmopolitica e nel multilevel constitutionalism.

Credo che sia importante cogliere questa differente impostazione intellettuale, che finisce per influenzare enormemente i giudizi e le opinioni.

Nell’attuale dibattito sull’Unione Europea si scontano diversi difetti e incomprensioni che mi permetto di elencare:

  • la scarsa conoscenza del funzionamento delle istituzioni europee e dell’influenza del diritto comunitario sul diritto nazionale;
  • la scarsa conoscenza dei personaggi che hanno influenzato l’integrazione europea come Spinelli, Coudhenove-Kalergi e Monnet;
  • la differente impostazione culturale in materia di cosmopolitismo nel mondo anglosassone e nel mondo europeo:
  • la sindrome da recinto che non fa vedere a molti che gli ordinamenti statali non sono più originari rispetto al diritto internazionale, ma che viceversa è il diritto internazionale che al suo interno contiene i diritti particolari degli stati.

Riprendere correttamente il filo di Arianna di questa importante questione è di fondamentale importanza per camminare nell’intricato labirinto dell’Unione Europea.

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