Riconsegnato al Comune l’Eremo di Santo Stefano di Dagala del Re – una tricora bizantina risalente al 1200 – dopo i lavori di messa in sicurezza eseguiti dalla Soprintendenza di Catania.

Alla cerimonia di riconsegna sono intervenuti il sindaco Salvatore Greco, l’assessore alla Cultura Maria Assunta Vecchio, il vice sindaco Giuseppe Fresta, il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale Rosario Arcidiacono, il direttore della Sezione Architettonica della Soprintendenza di Catania Nicola Neri, il progettista dei lavori di recupero della struttura Giuseppe Marano, il direttore dei lavori Giuseppe Agostino, la rappresentante dell’impresa esecutrice dei lavori “Edilmed Costruzioni soc. coop.”, il direttore tecnico Anna Maria Garaffo e Andrea Raimondo, autore di una ricostruzione 3D dell’Eremo di Santo Stefano.

I lavori eseguiti sono consistiti nel discerbamento di rampicanti e nella potatura di alcuni alberi che stavano soffocando la struttura, nel consolidamento della muratura e nello scavo della parte basamentale della struttura.

Il sindaco Salvatore Greco afferma: “Questi lavori, anche se mirati a bloccare il degrado del manufatto, hanno dato un grande contributo alla conoscenza del monumento e ne hanno messo in luce una parte prima coperta da terreno vegetale e la delimitazione di uno spazio antistante l’edificio. L’amministrazione, grata per l’attenzione che l’assessore Purpura ha dimostrato finanziando l’intervento lo scorso dicembre, continuerà a richiedere il sostegno dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, per promuovere ulteriori interventi di scavo e di valorizzazione del monumento stante il suo interesse quanto meno di livello regionale”.

L’assessore alla cultura Maria Assunta Vecchio tiene ad aggiungere: “Tra gli intenti di questa amministrazione c’è anche quello di far conoscere la struttura monumentale e a tal fine abbiamo cominciato a promuovere ad organizzare una serie di visite guidate – da ultimo in occasione della scorsa edizione di EnoEtna – anche in collaborazione con associazioni culturali del territorio, per far apprezzare l’Eremo di Santo Stefano ad un pubblico sempre più vasto”.

NOTIZIE STORICHE

Gli attuali resti del manufatto hanno un indubbio valore storico ed artistico. I resti della chiesetta, che doveva certamente essere attigua a un monastero, permettono di ricostruire la nascita dei primi insediamenti del territorio del Comune di Santa Venerina.

Gli attuali resti della cappella, che sopravvisse alla colata lavica del 1284/85, hanno un valore storico ineguagliabile: si tratta di una delle pochissime chiese tricore bizantine esistenti in Sicilia.

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