Il 25 aprile si è celebrato l’anniversario della liberazione italiana, una festa conquistata con il sangue e che va ricordata ogni anno in quanto occupa un ruolo importante nella storia italiana. I partigiani, artefici principali della manifestazione, ricordano ancora con orgoglio questa giornata e soprattutto il grande cambiamento che hanno portato alla nostra nazione. Il 2 giugno, invece, è la data del referendum del 1946, dove si ricorda la nascita della Repubblica. Quest’anno la consueta parata delle forze armate sembrava potesse essere arricchita da un ulteriore motivo di curiosità. La presenza del sottoufficiale Salvatore Girone, fuciliere del regimento San Marco, protagonista suo malgrado di un caso diplomatico fra l’Italia e l’India. Tornato in Italia dopo la sua permanenza agli arresti di quattro anni in India, Girone non parteciperà però alla parata che si tiene ogni anno. A rivelarlo è stato proprio il premier Matteo Renzi ad un’intervista al tg5.

“Salvatore Girone non parteciperà alla parata del 2 giugno, ora dobbiamo consentirgli di vivere con gioia questo momento in famiglia”, questa dichiarazione ha sorpreso l’opinione pubblica che consapevole dell’amore provato da Salvatore Girone per la Patria e tutto quello che ha passato, si aspettava la sua presenza come simbolo del Paese e della Repubblica italiana. Dopo 70 anni, come sono cambiati i sentimenti con i quali si vivono queste ricorrenze?

E, i valori di queste sono ancora presenti in tutti noi quotidianamente o solo durante questi due giorni?

Le nuove generazioni che non hanno consapevolezza degli orrori della guerra e del sacrificio di sangue che ha portato la nascita della Repubblica Italiana, certamente non possono sentire queste due ricorrenze con la stessa partecipazione emotiva di chi ha combattuto in prima persona o di chi ha conosciuto gli orrori dell’invasione e della guerra civile dal racconto dei propri genitori o di altri parenti. La situazione socio-economica attuale, con un’altissima percentuale di disoccupati e con molte famiglie al di sotto della soglia di povertà fa sicuramente venir meno l’amore per la propria nazione e il senso del rispetto per le istituzioni. Ma il valore della Repubblica Italiana non può essere affievolito da situazioni contingenti perché l’Italia è pur sempre fra le più importanti nazioni al mondo.

Giulia Canuti

Adele Fichera

Alessio Fiume

Simone Mammino

Dario Montalti , Galileo Galilei 3H

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