CATANIA − Nuova mobilitazione unitaria questa mattina dei sindacati scuola Flc Cgil, Cisl, Uil e Snals contro la riforma della scuola che ha creato un  esercito di deportati,  decine di migliaia di  precari che hanno dovuto scegliere tra lasciare la famiglia o rinunciare, dopo decenni di precariato, alla stabilizzazione.

Il piano straordinario  di assunzioni in ruolo prevista dalla legge 107 di riforma della scuola suddiviso in tre fasi ha riguardato 102.734 precari.  Attualmente è in svolgimento la fase ‘B’, che riguarda 16.216 docenti, la quasi totalità residenti in meridione, che hanno ricevuto la proposta di assunzione in ruolo, ma  purtroppo  per tutti con destinazione nelle province del Nord, in quanto le disponibilità al Sud è stata esaurita dalle precedenti fasi ‘0’ e ‘A’.

Questa mattina i segretari  provinciali Antonella Distefano Flc Cgil Catania, Pippo Denaro Cisl Scuola, Salvo Mavica, Uil Scuola e Giovanni Tempera, Snals hanno tenuto una conferenza stampa davanti i cancelli della scuola media  Cavour di Catania dove sono cominciate le convocazioni per l’assegnazione degli incarichi annuali delle scuole secondarie primo e secondo grado e di sostegno, mentre in contemporanea si sono tenute alla scuola Parini quelle relative alla classi infanzia e primaria. Le convocazioni  si protrarranno fino al prossimo 8 settembre. Resta escluso in questa fase il personale ATA.

Intanto, lunedì, 7 settembre, alle 16,30 all’istituto alberghiero Papa Wojtyla di Monte Po a Catania i sindacati incontreranno tutte le RSU della Scuola.

“Le convocazioni sarebbero dovute essere eliminate in base alla legge 107 di riforma della scuola– commenta Antonella Distefano – ma siamo riusciti ad ottenere  che chi ha avuto il ruolo al Nord potrà per quest’anno svolgere il normale lavoro con l’incarico restando nella provincia ed avere riconosciuto valido l’anno di prova”.

“La legge non soddisfa le esigenze né degli alunni né di chi vi lavora – aggiunge Pippo Denaro – ci sono famiglie che sono state sfasciate, ci sono  persone che hanno dovuto lasciare figli, persone anziane a carico, o che al contrario, hanno dovuto  rinunciare al  ruolo, quindi questa “deportazione”, questa “roulette russa” Renzi se la poteva risparmiare”.

“Questo mese è cominciata la ‘brutta scuola di Renzi’,  sta accadendo quello che abbiamo sempre temuto – sostiene Salvo Mavica – mai e poi mai avremmo pensato che un ministro dell’Istruzione potesse essere così distante dai problemi della scuola, non è possibile che non si faccia esercitare il diritto di cittadinanza e di democrazia”.

“Le supplenze di quest’anno assumono un valore diverso perché attenueranno gli effetti dello spostamento repertino dal sud a nord, chi ottiene una supplenza , infatti, potrà ritardare di un anno il raggiungimento della nuova provincia – conclude Giovanni Tempera Snals – Ci auguriamo che con il piano straordinario di trasferimento il cui iter inizierà il prossimo novembre, in tanti possano essere assegnati in una provincia più vicina, magari in quella di residenza”.

La legge sulla “brutta scuola” è stata approvata dal Parlamento dal  Governo che ha deciso di non ascoltare le rappresentanze dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno invaso le piazze d’Italia in occasione dello sciopero generale del 5 maggio scorso. Un atto autoritario che non ha rappresentato la volontà degli oltre 800 mila scioperanti della scuola, degli studenti, dei genitori e delle tante associazioni della società civile che chiedevano di rivedere il testo della proposta di legge.

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