CATANIA – Votare Sì o votare No? Questo l’interrogativo che milioni di italiani si pongono quotidianamente in vista del Referendum Costituzionale in programma in autunno. Nella giornata di oggi, presso l’Hotel Nettuno di Catania, si è tenuto il convegno dal titolo “Riforme Istituzionali e Legge Elettorale”, organizzato con lo scopo di chiarire le ragioni delle due diverse vie.

Presenti all’incontro numerosi esponenti della politica locale e non solo, tutti con l’unico obiettivo di spiegare ai numerosissimi presenti i lati positivi e negativi di una riforma che inevitabilmente cambierà le sorti dell’Italia. Dopo l’introduzione del presidente dell’Asec, Francesca Carigliano, l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pistorio, ha illustrato le conseguenze del “Sì”: “Il popolo italiano, dopo tanti anni, ha la possibilità di sovvertire una situazione che si è fatta insostenibile. Dal canto nostro, avranno il supporto della politica, perché con coraggio si può uscire da questa crisi”. A sostenere il “No”, invece, l’avvocato Giuseppe Staiano, del Comitato di Garanzia della Lega Calcio di Serie A: “La scelta del No tutela i cittadini da modifiche che, in qualche modo, possono incidere sull’amministrazione del Governo nazionale: per questo motivo non è del tutto da scartare, tuttavia cresce il rischio di continuare con questa situazione di crisi”, ha affermato.
Interessante anche l’intervento del senatore dell’UDC, il costituzionalista Francesco D’Onofrio: “Ci troviamo di fronte ad un punto di svolta nella storia della nostra politica. Il Governo centrale è di fronte ad un bivio: scegliere Sì al cambiamento, o No, e restare nella situazione attuale. In questo momento c’è l’impressione che Renzi prenda tempo: per questo motivo bisogna analizzare bene i pro e i contro, per non incorrere in errori irrimediabili”. Per ultimo, l’Onorevole Marco Forzese, segretario provinciale dell’UDC, nonché membro della Commissione IV – Ambiente e Terrirorio all’Ars, ha continuato: “Le possibilità di cambiamento non passano sempre: sono treni che bisogna prendere. Non si può più temporeggiare: prendersi la propria responsabilità per gli italiani diventa così quasi un dovere, per non piangere della crisi. Si può mettere fine a essa con un solo voto, ma che sia deciso con criterio e razionalità: è arrivato il momento di cambiare uno stato di cose da troppo tempo immobile a guardare il mondo che va avanti.”
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