Un esposto al presidente della Regione siciliana, all’assessore regionale all’Economia e al presidente di Riscossione Sicilia S.p.a., è stato presentato da Adiconsum Sicilia, in seguito alle segnalazioni dei contribuenti, ricevute nel corso delle attività di sportello dell’associazione.

In particolar modo, in provincia di Catania, lo sportello tributi dell’Adiconsum ha rilevato che la società di riscossione metterebbe in atto un servizio di assistenza e di informazione che, invece di agevolare il contribuente, creerebbe disagi e, il più delle volte, lo farebbe desistere dal richiedere i chiarimenti e la documentazione che lo riguardano. Ciò a causa di informazioni carenti, fornitura di atti insufficiente e di lungaggini burocratiche cui sottostare per ottenere i documenti richiesti. Questo, sottoponendo gli utenti al rischio della scadenza dei termini per impugnare gli atti.

La procedura per aver rilasciati estratti di ruolo e relate di notifica, ossia documenti che spettano di diritto, è infatti lunga e farraginosa: bisogna presentarsi allo sportello dell’Agente della riscossione, attendere il proprio turno, compilare una prima domanda in risposta alla quale sarà consegnato un conto corrente postale con l’importo da pagare (invece che permettere i pagamenti con il Pos). Dopo essersi recati alla Poste dove si farà un’altra fila, si dovrà tornare allo sportello di riscossione il giorno stabilito dallo sportellista (circa 20 giorni dopo), attendere nuovamente il proprio turno, e consegnare la ricevuta del pagamento per il ritiro della documentazione richiesta, che alla fine sarà per lo più parziale e non conforme alle norme vigenti.

Inoltre, secondo quanto dichiarato dai contribuenti, non è più agevolato chi inoltra le richieste per e-mail. Una modalità che non assicurerebbe tempi più celeri anzi, gli utenti lamentano il trascorrere di mesi per ottenere delle risposte, che si rivelerebbero comunque non esaustive e per ottenere, alla fine, una documentazione, anche in questo caso spesso incompleta e non conforme alle norme di legge.

Un altro atteggiamento grave che secondo Adiconsum, se verificato violerebbe la legge sulla trasparenza, è il rifiuto di fornire copia della cartella di pagamento o di documento equipollente conforme alle norme di legge, nonché delle relate di notifica delle cartelle di pagamento, allorché sono trascorsi cinque anni dalla loro notifica, pur essendone in possesso. L’Agente della riscossione, spiega Adiconsum, fino ad una certa data rilasciava, in sostituzione della cartella di pagamento, un estratto del ruolo (che è un titolo esecutivo e un atto impugnabile). Successivamente, sembrerebbe dal 2008 in poi, rilascia soltanto un estratto di ruolo semplificato che riporta la dicitura “Riprodotto a solo scopo informativo e non riveste valore giuridico”.

Ciò comporta che se il contribuente ha motivo di proporre ricorso, in caso di omessa o invalida notifica della cartella di pagamento o in caso di smarrimento della stessa, non è posto nella condizione di farlo, perché appunto l’estratto di ruolo semplificato non riveste valore giuridico e non è quindi un atto impugnabile.

In questo modo, spiega Adiconsum, si lede il diritto di difesa del contribuente, garantito dall’articolo 24 della Costituzione.

Un altro punto dell’esposto riguarda poi il caso in cui la notificazione degli atti sia avvenuta per momentanea assenza del contribuente, cioè gli atti siano stati consegnati in mani diverse da quelle del destinatario o, in sua assenza, depositati alla casa comunale. Riscossione Sicilia dovrebbe esibire o fornire la ricevuta della raccomandata, il cui invio è espressamente previsto, dice l’associazione, ma questo non avviene.
Altra condotta censurabile, ad avviso di Adiconsum, è stata riscontrata nella gestione, da parte dell’Agente della Riscossione per la Provincia di Catania, nella procedura relativa al pignoramento presso terzi, in particolare negli anni 2007 e 2008, che ha determinato aggravi di mora per il contribuente e ritardi nel riversamento agli enti impositori delle somme riscosse.

Adiconsum chiede dunque alla Regione di disporre accurate ispezioni per controllare simili comportamenti e accertare eventuali omissioni e irregolarità nella gestione di Riscossione Sicilia, e quanto esse hanno influito sulla crescita del contenzioso e sul deficit dei bilanci degli ultimi anni (che penalizza economicamente anche i lavoratori).

L’associazione ricorda infatti che il contenzioso determina un aggravio dei carichi di lavoro, che si riversa poi negativamente sui lavoratori esattoriali, e un aggravio di spese che si riversa sulla collettività, per il pagamento degli straordinari, dei legali che curano la difesa dell’Agente della riscossione e, in caso di soccombenza, per il pagamento delle spese di giustizia e per l’annullamento del carico iscritto a ruolo che deve essere rimborsato direttamente dall’Agente della riscossione all’Ente impositore, che l’ha iscritto.

Adiconsum Sicilia invita poi tutti i cittadini che ne avessero bisogno a rivolgersi agli sportelli Tributi dell’Associazione, presenti in tutte le sedi territoriali, per avere assistenza.

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