Il deputato della Lista Musumeci considera arbitraria e illegittima la soppressione. Incontro a Palermo per scongiurare la chiusura del polifunzionale di Caltagirone.

Desta allarme la chiusura delle sedi periferiche di Riscossione Sicilia che sta provocando gravi ripercussioni per gli utenti dei servizi garantiti dalla società incaricata di gestire la riscossione dei tributi nell’isola.
Come è noto svariati sono, infatti, i servizi resi dagli sportelli che stanno per chiudere: informazioni certe e dettagliate a singoli utenti o a professionisti, come commercialisti, avvocati, curatori e patronati; il pagamento dei bollettini senza la commissione richiesta da uffici postali, banche e tabaccai e altri servizi che vanno dalle rateizzazioni ai rimborsi.
“Il governo regionale blocchi subito la soppressione degli sportelli periferici multifunzionali di Riscossione Sicilia”.
E’ quanto chiede intervenendo in aula all’Ars, il deputato di Lista Musumeci Gino Ioppolo, contestando “un comportamento arbitrario e illegittimo della società che – pur in presenza di una norma approvata dal parlamento regionale e passata indenne dal giudizio di costituzionalità del Commissario dello Stato – va avanti nella soppressione degli uffici, creando caos e disordini nei servizi ai cittadini, come segnalato dai sindaci di diversi comuni interessati”.
“E’ inaudito – aggiunge Ioppolo – che in presenza di una deliberazione unanime del parlamento, seppur ancora non in vigore, la società di riscossione proceda nella chiusura degli uffici, dando seguito ad un comportamento pretestuoso e illegittimo”.
Riscossione-SiciliaLa norma, all’art. 66 della finanziaria regionale, è stata approvata all’unanimità con un emendamento presentato dai deputati di Lista Musumeci, garantisce nello specifico “la fruibilità delle sedi decentrate” di Riscossione Sicilia ed è ora in attesa di essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.
“Nelle more dell’entrata in vigore della norma – ha concluso Ioppolo – chiediamo al governo di bloccare immediatamente la chiusura degli uffici fino a settembre, periodo in cui sarà indispensabile attuare incontri e verifiche sulla funzionalità dei singoli uffici prima di intraprendere qualsiasi azione soppressiva”.
Intanto, nel Calatino, si tenta di scongiurare la chiusura o il forte ridimensionamento dello sportello polifunzionale di Caltagirone.
Una riunione sull’argomento si è svolta, alla Presidenza della Regione, fra i rappresentanti istituzionali del territorio (per Caltagirone l’assessore al Bilancio e ai Tributi e vicesindaco Settimo De Pasquale, per Grammichele il sindaco Salvatore Canzoniere, per Ramacca il sindaco Francesco Zappalà e per Mirabella Imbaccari il primo cittadino Enzo Marchingiglio) e il direttore generale della società, Ermanno Sorce.
Dalla dirigenza Serit è stata manifestata l’esigenza di una ristrutturazione aziendale, dovuta a un minore volume di riscossioni e da attuare con la chiusura di alcuni sportelli locali. Gli amministratori del Calatino hanno ribadito la propria ferma contrarietà a questa ipotesi, sottolineando le tante ragioni, di ordine economico e sociale soprattutto, sottese alla salvaguardia dello sportello di Caltagirone.
Abbiamo fatto rilevare – riferisce il vicesindaco De Pasquale – la recente approvazione, all’Ars, di un sub-emendamento che pone precisi limiti alla soppressione degli sportelli periferici. Peraltro il nostro Comune ha messo a disposizione dei locali a canone ricognitorio (100 euro al mese), a condizione che Serit continui a erogare i servizi al territorio, costituito da ben 15 Comuni e da circa 150mila abitanti”.
Da Riscossioni Sicilia è emersa, in ultima analisi, la disponibilità a mantenere aperti gli uffici di Caltagirone un paio di volte la settimana, ma a ciò gli amministratori si sono opposti, puntando a ottenere un risultato migliore (almeno quattro volte la settimana).
Della vicenda si era anche occupato il Consiglio comunale (i consiglieri Franco Pace e Andrea Bizzini e l’assessore Roberto Gravina).

S.R.

Scrivi