di Katya Maugeri

È considerato uno degli attori più richiesti della fiction italiana. Per troppo tempo identificato come il fratello minore del noto showman siciliano, Fiorello, adesso conosciuto come Beppe Fiorello. Durante questi anni si è costruito una solida carriera tra cinema e televisione interpretando e dando la voce a decine di personaggi. Cinema, teatro, fiction campioni d’ascolto – in cui ha interpretato eroi per caso e personaggi indimenticabili – quali Salvo D’Acquisto, Il grande Torino, Sarò sempre tuo padre. La sua grandissima e sublime interpretazione la raggiunge interpretando Domenico Modugno della fiction Volare – La storia di Domenico Modugno che RaiUno riproporrà in replica stasera e domani, una miniserie televisiva in due puntate andata in onda per la prima volta il 18 e 19 febbraio di due anni fa, riscuotendo un grandissimo successo. La fiction, prodotta da Cosmo Production in collaborazione con Rai Fiction per la regia di Riccardo Milani, racconta la storia e la carriera del cantautore pugliese. Non solo cantautore, ma anche chitarrista, attore, regista e uomo politico italiano. Domenico Modugno ha, infatti, inciso più di 230 canzoni, interpretato qualcosa come 38 film per il cinema e 7 per la televisione, recitato in 13 spettacoli teatrali, condotto alcuni programmi televisivi e vinto quattro Festival di Sanremo. Il primo nel 1958 con il brano intitolato “Nel blu dipinto di blu”, ribattezzata poi dal pubblico “Volare“.
Un appuntamento da non perdere per gli amanti della buona musica e per coloro che amano emozionarsi dinanzi a interpretazioni realizzate con passione, professionalità e desiderio di trasmettere ai giovani l’autenticità di quei personaggi spesso sottovalutati, ai quali non si dà credito solo perché “fuori moda”.

K. M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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