Un misto di emozioni. Un calderone bollente in cui mescolare indignazione, riflessione, fastidio e presa di coscienza. C’è questo e molto nelle reazioni scatenate dall’intervento del professor Vecchioni, cantante e dispensatore di perle di saggezze, che nel corso di un incontro con gli studenti di un Università di Palermo, ha lasciato tutti a bocca aperta definendo la Sicilia una merda. Priva di ogni edulcorazione, la sua affermazione ha subito scatenato l’ira dei presenti che hanno prontamente abbandonato l’aula. Ma lanciata la pietra, il famoso cantautore ha mostrato anche la mano, scavando nel profondo della sua provocazione. “I siciliani sono la razza più intelligente che conosca, e mi da fastidio vedere che si buttano via. Mi da un fastidio tremendo vedere che la Sicilia non sia all’altezza di se stessa.”
Teoricamente ci si dovrebbe quindi sentire quasi lusingati da cotanta considerazione intellettuale. Teoricamente la storia dovrebbe concludersi con il solito mea-culpa, spicciolo pass pour tout che permette a chiunque di offendere la nostra terra in nome del suo potenziale sprecato. Teoricamente. Tra le tante risposte al caro professore, di grande spessore umano e filologico è quella di Don Fortunato Di Noto, intervenuto telefonicamente alla radio durante il programma condotto da Enzo Sangrigoli.
“Non voglio entrare assolutamente in polemica con Roberto Vecchioni, uomo di cultura che ha il dono dell’insegnamento ed è dunque capace di entrare nelle coscienze dei più giovani. Molto probabilmente si sarà dovuto misurare con le difficoltà oggettive di questa terra. Ma dire che la Sicilia è una merda, a mio modesto parere, che sono siciliano da generazioni e generazioni, è estremamente offensivo. La Sicilia è una terra che ha dato comunque i natali a gente che ha esportato la cultura nel mondo, che ha creato istituzioni importanti, che ha contribuito in maniera potente anche alla salvaguardia dell’Italia. Qualcuno ci ha rimesso anche la vita per far si che la legalità possa essere innestata nelle coscienze di tutti gli italiani. Ma cosa altrettanto importante, io penso alla gente comune, alle tante mamme, alle tante nonne, agli agricoltori, a ogni singolo lavoratore, al sudore di tutti coloro che dedicano la loro esistenza perché le cose funzioni bene – prosegue Don Di Noto- Vecchioni ha utilizzato uno stile non educativo. Sicuramente lui voleva provocare indignazione, però bisogna viverci in Sicilia prima di parlare così. Sicuramente qui ci sono situazioni drammatiche, ma bisogna sceglierle bene le parole per costruire un futuro migliore. Sapete chi sarà contenta di questa affermazione? L’eco-mafia, che il materiale di concimazione lo usa per i propri traffici illeciti…” E a proposito di uomini che rendono questa terra una terra migliore, la crociata contro la pedofilia condotta ormai da anni da Don Di Noto, ha smascherato l’ennesimo caso di violenza in rete. Ad anticiparlo è lo stesso prete, che durante la diretta svela i retroscena del crimine ai danni di minori.
“La rete ci fornisce costantemente scenari drammatici purtroppo. Tra le tante segnalazioni che mandiamo ogni giorni affinchè si approfondiscano casi di pedopornografia, abbiamo scoperto dei soggetti che hanno fatto dei mix con 4 ore di video di violenza su centinaia e centinaia di bambini. La cosa che più cia ha inquietato sono le urla dei bambini che si sentono attraverso l’audio. Cose del genere non possono non scuotere la coscienza umana, non basta scendere in piazza, deve esserci un sussulto popolare e soprattutto istituzionale che metta fine a queste atrocità”
Perché la Sicilia, è una terra martoriata da mille e più elementi che non ruotano nel verso giusto, ma Don Fortunato Di Noto, è la prova lampante che è per gente come lui che questa terra merita più rispetto. Anche dai grandi cantautori.
Nicoletta Castiglione

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