Daniele Lo Porto

CATANIA -Da Roberto Helg a Palermo a  Pino Maniaci di Telejato. Il granito dell’antimafia si  sbriciola come un grissino. Nel mezzo, tra i casi del presidente della Camera di commercio e il giornalista,  le vicende di Antonello Montante e Ivan Lo Bello che non sono, almeno dal punto di vista etico, in attesa di definitivi riscontri giudiziari, edificanti.

Intervista-a-Pif-La-mafia-uccide-solo-d’estate-3“Si parla tanto di crisi dell’antimafia ma mettere in un recinto l’antimafia è sbagliato, le cose non cambiano con questo atteggiamento. È arrivato il momento di fare un’antimafia 3.0 che smette di delegare il proprio sentimento antimafia a qualcun altro: le azioni antimafiose non le delega a nessuno. Ognuno sarà leader di se stesso: se oggi si può aprire un negozio a Palermo senza più pagare il pizzo è perchè qualcuno si è messo in gioco. D’ora in poi siamo tutti dentro il recinto dell’antimafia. E’ un periodo difficile  ma ne usciremo”, così  il regista Pierfrancesco Diliberto (“La mafia uccide solo d’estate”) nei giorni scorsi. Dichiarazioni che abbiamo sottoposto, nel corso di un’intervistaa esclusiva, al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che dell’antimafia ne ha batto il suo cavallo di battaglia.

– Presidente, condivide l’opinione di Pif?

“Sul caso di Pino Maniaci, come su altri quando ci sono indagini in corso, non voglio esprimermi. Non penso, però,  a persecuzioni, o altro, per carità. Nel processo il giornalista  potrà dimostrare se è colpevole o innocente”, risponde Rosario Crocetta, che continua:  “L antimafia deve esistere, non si predica, ma si pratica. Il primo fronte antimafia è sconfiggere le cose negative in noi stessi, interprendando il  principio di cittadinanza attiva,  nel rispetto del ruolo, cominciando a fare il proprio dovere, :facendo bene il giornalista, il  politico, l’operaio o l’ imprenditore, che non deve pagare il pizzo e denunciando le richieste di estorsione. Questa è l’antimafia che conta, quella dei fatti. Tutto il resto è inutile, chiacchere o sceneggiate che siano Io da sindaco di Gela non facevo convegni, ma andavo in Tribunale e denunciavo le violazioni della legge per gli appalti,  licenziavo i dipendenti mafiosi, come ho fatto con i forestali alla Regione. Basta con la retorica, insomma. La denuncia parolaia non è antimafia, è inutile e basta. PIF ha ragione”, conclude il presidente Crocetta.

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