Il miglior augurio per i giovani? Che sia un 2015 diversamente adulto!

faraciIl migliore auspicio per il 2015 ė rivolto ai giovani. Non se la prendano bambini, adolescenti, adulti, anziani e soprattutto quelli della mia generazione. Non mi sono dimenticato di loro, ma il mio primo pensiero va ai giovani e non soltanto perché con un particolare segmento della popolazione giovanile (gli studenti universitari) io lavoro quotidianamente. E non si tratta nemmeno di una frase fatta. Sento forte il bisogno di rivolgermi a loro e dire agli altri, soprattutto ai miei coetanei, quanto segue. Provate, per un attimo, a mettervi nei panni di un ragazzo o di una ragazza di venti anni, anche qualche anno in più, e fuori da ogni retorica e luogo comune immaginate cosa voglia dire non sapere bene cosa il futuro possa riservare, se il futuro sarà in Sicilia o altrove, constatare che si ricevono poca attenzione e pochissimo ascolto dagli adulti, fare qualcosa senza capirne sempre l’importanza, temere di non poter fare progetti anche fossero solo di vita personale non solo di lavoro. Non si tratta di compatire i giovani, ma di capirli. La mia generazione queste emozioni le ha vissute ugualmente, forse anche con maggiore intensità dei ventenni di ora, ma certamente con minore preoccupazione perché c’erano meno nubi all’orizzonte. Adesso è un po’ diverso, colpa della crisi economica, ma anche quella dei valori. Si parla spesso dei giovani, ma si parla poco con i giovani. Io lo faccio spesso e vi dico che non è vero che sono distratti, solo dediti al divertimento, lontani da certi principi importanti, incapaci perfino di sostenere una conversazione seria senza toccare smartphone e tablet, rinunciatari rispetto alle sfide piú importanti della vita. Sembra persino che abbiano smarrito la capacità di amare, eppure i giovani di oggi sono solo sfiduciati soprattutto verso le istituzioni. E dunque, per rimetterli in carreggiata bisogna fare esattamente quello di cui la mia generazione a suo tempo ha beneficiato sull’esempio di alcuni Maestri illuminati: ricevere fiducia. Fiducia, fiducia, fiducia che alimenta l’eu-topia cioè la Speranza possibile. Quotidiane iniezioni intramuscolari di fiducia, non somministrazione settimanale per via orale di dosi di atteggiamenti protettivi. I giovani sono figli del tempo che si vive. Questo è un tempo difficile, di grandi minacce ma anche di straordinarie opportunità. I giovani sono naturalmente e fisiologicamente in grado di cogliere queste opportunità. Iniziamo a praticare il “reverse mentoring” imparando dai giovani, lasciando che siano loro ad orientarci in alcune scelte, delegando loro alcune responsabilità nel fare, coinvolgendoli in alcune importanti azioni di cambiamento che da soli non avremmo mai il coraggio di intraprendere. Responsabilizziamoli coraggiosamente senza strumentalizzarli come fa invece certa politica chiacchierona, cinica, impreparata ed incapace. Abituiamo i giovani ventenni a confrontarsi con gli altri, a sottoporsi alle valutazioni dei loro pari e non solo dei superiori, a far mettere la faccia avanti in tutto quello che fanno. Qualche esempio? Mettiamoli in cattedra all’interno di una “Università capovolta”, affidiamo loro una azienda, un ufficio o il reparto di un Ospedale, spediamoli all’estero per trattare con un cliente importante, mandiamoli in banca a negoziare con i supertecnici direttori di agenzia o negli uffici pubblici a parlare con i distratti impiegati, coraggiosamente affidiamo loro la gestione di un budget aziendale o pubblico. Magari per una settimana. Facciamoli crescere, senza conservarli sotto una campana di vetro, per paura egoistica di perdere la loro compagnia perché alla fine sono ‘beddi e bravi carusi’ . Si cresce bene solo a pane e fiducia. Iniziamo a lavorare per dare loro un paio di ali robuste per volare da soli. Torniamo a farli innamorare della vita e del mondo, perché quando si è innamorati c’é dentro una forza straordinaria che non fa vedere più gli ostacoli, specie se questi impedimenti sono soltanto mentali. Buon 2015 ai giovani siciliani. Sarà un anno diversamente adulto anche per loro.

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