MARIA DI LICODIA – “I comuni non hanno più soldi e, soprattutto,  a Santa Maria di Licodia, che è in dissesto, non è possibile continuare ad amministrare, per questo motivo ho rassegnato le dimissioni al sindaco”,   lo dichiara Antonino Lo Presti che lascia la giunta licodiese. Nonostante la titubanza del sindaco di Santa Maria di Licodia Salvatore Mastroianni sulle dimissioni del suo vice – in quanto sembrerebbe che non volesse accettarle -, Antonino Lo Presti si è dimesso.
Si fa da parte, e non solo per “motivi personali”, lasciando anche la carica di assessore con delega allo Sport, turismo, spettacolo, sviluppo economico, igiene e sanità.
“La mia scelta – dichiara l’ormai ex amministratore licodiese, Antonino Lo Presti – è stata dettata, oltre che da motivi personali, dall’impossibilità di amministrare in questo periodo in cui i Comuni si ritrovano con le casse vuote; a Santa Maria di Licodia, poi, dove si è registrato il dissesto finanziario, è impossibile. Il mio progetto politico con il sindaco Salvatore Mastroianni prosegue, ma continuerò a supportarlo all’esterno della giunta. Insomma – conclude Antonino Lo Presti – non potendo offrire risposte alle domande/esigenze dei cittadini non reputo onesto continuare a percepire un’indennità”.
Una notizia che inevitabilmente riporta alla mente il crack del Comune pedemontano (commissariato dal 2013, dopo il voto unanime del Consiglio comunale, che 1 marzo dello stesso anno, si è espresso a favore dell’adozione del dissesto finanziario), con un debito comunale che sfiorava (e sfiora ancora) gli undici milioni di euro.
Un buco finanziario, causato dalle precedenti amministrazioni, per il quale sono ancora al lavoro i commissari straordinari nominati dal Ministero dell’Interno oltre un anno fa (Luigi Albino Lucifora, Giuseppa Sciara e Concetta Felice ).
Parallelamente continua il lavoro di sindaco, giunta e Consiglio comunale per ciò che riguarda l’amministrazione ordinaria della città.
Una situazione complessa che ha imposto, tra l’altro, di fissare l’ aliquota Imu  al 10.60 (imposta massima) e l’ Irpef al 0,8 per mille;  è stato possibile invece fissare la Tasi al 2,50 per mille.
E proprio in merito al dissesto finanziario dell’ente, interviene il presidente del Consiglio comunale Gabriele Gurgone che ha dichiarato: “siamo fiduciosi, nonostante il tempo trascorso, che si possano reperire i fondi per risanare il debito. I conti dell’ente sono in ordine dal 1 gennaio del 2013 e per noi è un risultato importante e soprattutto da sottolineare”.
No comment da parte del primo cittadino, Salvatore Mastroianni, in quanto irreperibile. Insomma tempi difficili quelli vissuti a Santa Maria di Licodia; difficili tanto per chi ha il compito di amministrare in ristrettezza, quanto per gli abitanti che devono contribuire , con le imposte comunali fissate al massimo , a risanare un debito frutto di un passato neanche tanto lontano.

Alice Vaccaro

 

 

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