Daniele Lo Porto

CATANIA – Alla fine non c’è andata, dopo aver lavorato fino all’ultimo con l’impegno e la generosità di sempre. Ornella Laneri ha rinunciato ad ascoltare  direttamente la sua bocciatura, che era stata ampiamente anticipata.  Il consiglio di amministrazione della SAC,  nella seduta di ieri pomeriggio, ha deliberato di “prendere atto dell’accertamento compiuto dal Collegio Sindacale” in merito ai requisiti dei consiglieri (art. 23 dello statuto societario, ultimo comma). Il cda ha altresì deliberato “di prendere atto della perdita della qualità di Consigliere di Amministrazione in capo all’Amministratore Delegato  Ornella Laneri” e ha infine deciso di convocare con immediatezza l’assemblea dei soci.

Un esito annunciato da tempo e in gran parte determinato dalla volontà del governatore Rosario Crocetta di mettere tutte e due le mani sulla gestione della SAC, l’azienda che gestisce i sevizi aeroportuali di Fontanarossa e che, nella prospettive, è l’unica azienda che potrà gestire un business in crescita nei prossimi anni, oltre che posti di lavoro e una filiera di servizi, consulenze e consenso estesa e radicata in più settori. Una volontà manifestata con la gestione dei commissariamenti delle Camere di commercio che ha portato ad una volontà unica e all’assoluto ossequio da parte dei commissari, di nomina regionale, delle direttive del presidente della Regione che, come spesso accade, finisce col fare brutte figure. La mancanza dei requisiti di Ornella Laneri, col senno del poi, era facilmente verificabile ben prima di portare il suo nome al Cda della SAC. Probabilmente si è pensato che tutto poteva filare liscio. Un’ingenuità: il fuoco di sbarramento di Pietro Agen, il ricorso alla magistratura, le polemiche al calor bianco, hanno accesso troppo i riflettori sulla vicenda. I componenti del Collegio sindacale, poi, non sono i commissari regionali yes man che tanto servono e vengono apprezzati. Insomma, finale annunciato. Forse l’ultima a rendersene conto, non per incapacità ma perché travolta dall’entusiasmo, è stata proprio lei, l’amministratore delegato bocciato.

Adesso, si riapre il fronte. Già si fanno altri nomi, pronti per essere impallinati. Si era parlato, tra glia altri, come prima scelta di Nico Torrisi, il cui nome potrebbe riapparire nonostante i capricci di Giuseppe Castiglione. Ma Torrisi è troppo schierato, ha già avuto un’esperienza assessoriale in una delle folcloristiche giunte di Crocetta e si sarebbe auto bruciato da tempo, nonostante Nicola D’Agostino sia pronto a spingerlo. Amministratore della Baia Verde, Torrisi è il competitor numero uno della Laneri: struttura turistica a pochi metri, vicepresidente di un’associazione datoriale concorrente, superiore  desiderio di visibilità. ma un riemergere della sua candidatura adesso appare veramente improbabile. Ci saranno altre opportunità e ambizioni per lui anche se il vento del Pd si sta gradualmente affievolendo ora che si avvicina la scadenza. D’Agostino sarà una dei tanti moderati pronti a traghettare sull’altro sponda? Lo vedremo. Marco Forzese, leader dell’Udc, non mette veti su alcun nome, ma pone due pregiudiziali forte: l’amministratore delegato della SAC non può essere un politico o una persona condizionata dalla politica e deve avere le caratteristiche di manager o professionista di indiscusso valore. E non sarebbe poco.

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