I saldi di inizio d’anno sono un salvagente per le tasche dei siciliani. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio di Federconsumatori, il 48 per cento delle famiglie siciliane approfitterà degli sconti per rifornirsi dei prodotti di prima necessità, soprattutto di capi d’abbigliamento“. Lo sostiene Salvo Nicosia, vice presidente regionale di Federconsumatori, nonché presidente della sezione provinciale di Catania della stessa associazione.

In base ai dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa si aggirerà sui 180 euro a famiglia, esattamente come lo scorso anno. La situazione in cui si barcamenano i siciliani – sottolinea Salvo Nicosia –  è di ‘galleggiamento’: non si spenderà di più, ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno circa 700mila le famiglie siciliane che approfitteranno degli sconti, mettendo in moto un giro di affari di circa 1 milione di euro.

A giudizio del vice presidente regionale di Federconsumatori, “i saldi rappresentano un approccio promozionale antiquato, che contribuisce a generare confusione e disorientamento fra i consumatori. Secondo Nicosia, come sostiene da tempo Federconsumatori, i commercianti, evitando le solite fughe in avanti di alcuni, dovrebbero avere la possibilità di vendere in saldo in tutti i periodi dell’anno, senza vincoli di date, facendo venir meno i presupposti per truffe, raggiri o finti saldi.”

A tutela dei consumatori, il vice presidente regionale di Federconsonsumatori ha elaborato alcuni consigli, per evitare raggiri: rilevare il prezzo dei prodotti che si vogliono acquistare, prima dell’avvio dei saldi, in modo da poter verificare la reale convenienza; confrontare i prezzi praticati in diversi punti vendita; diffidare dei negozi che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60 per cento (un buon prezzo a saldo dovrebbe aggirarsi attorno al 40% di sconto); controllare accuratamente il cartellino, su cui devono essere, obbligatoriamente, riportati sia il vecchio prezzo sia il nuovo; accertarsi della possibilità di pagamento con carte di credito, bancomat tramite POS, divenuto un diritto, per cifre superiori a 30 euro, da giugno 2014; controllare che prodotti a saldo siano realmente di fine stagione dell’anno in corso e non delle stagioni degli anni passati; conservare lo scontrino per poter rivendicare il cambio di merce non conforme.

Salvo Nicosia ricorda, comunque, che, in caso di sospetti di incappare nelle cosiddette bufale, a propria tutela, i consumatori hanno la possibilità di rivolgersi ai vigili urbani, agli uffici comunali per il commercio o ad un’associazione di consumatori.

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