CATANIA – Sul consiglio di circoscrizione sulla chiusura del pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” e sull’apertura del costruendo ospedale “San Marco”, che si è svolto questa mattina nei locali della 6^ municipalità a Catania, si registra l’intervento della segreteria territoriale della Ugl che ha presenziato ai lavori del consiglio di quartiere. “Nulla di nuovo sotto il sole come si suol dire, almeno da parte nostra, poichè avevamo già prospettato quello che ieri è effettivamente emerso nel corso della riunione. Abbiamo infatti avuto la conferma che il territorio non si sente sufficientemente tutelato con l’avvio della nuova rete ospedaliera,  che il nosocomio di Librino ci appare depotenziato prima di nascere, perchè non abbiamo alcuna garanzia della presenza di un pronto soccorso al suo interno, che l’ospedale “Garibaldi”, nonostante si stia attrezzando, non sarà pronto prima di almeno 2 o 3 anni a fronteggiare tutto il carico dell’utenza proveniente dal centro città vista la chiusura del punto di emergenza e urgenza del “Vittorio” e che il mancato impinguamento delle piante organiche comporterà la nefasta conseguenza di ritrovarci con strutture ospedaliere fortemente depotenziate. Non possiamo lasciare ai direttori generali la responsabilità di affrontare da soli, soprattutto senza dare loro le risorse per farlo, le scelte non condivisibili della politica dettate unicamente da logiche di apparente contenimento dei costi.” A commentare l’esito della seduta sono Raffaele Lanteri, coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza della federazione Ugl università, il segretario regionale del settore medici Ugl Aurelio Guglielmino ed il segretario della federazione provinciale Ugl sanità Carmelo Urzì, che aggiungono: “Non è di certo passata inosservata la presenza di un parterre politico formato da diversi deputati regionali catanesi e da componenti della giunta comunale. Ai politici presenti ed assenti chiediamo un intervento diretto sul presidente della Regione siciliana e sull’assessore regionale alla salute affinchè si impegnino che le parole e i buoni propositi possano essere presto tradotti in quei fatti che una fetta consistente della città aspetta, ovvero la realizzazione di un nosocomio (il San Marco) di eccellenza (come era previsto) con un organico adeguato e non chiedendo al direttore generale Paolo Cantaro di raschiare il fondo del barile alla ricerca di “personale da riconvertire”. Non vogliamo un ospedale di serie B e per questo servono le risorse umane e di conseguenza un organico adeguato. Quindi auspichiamo – concludono i tre rappresentanti sindacali – che quella di ieri non sia stata solo una passerella, ma un punto di avvio per sgombrare il campo dagli equivoci e dalla confusione, dalle scelte incomprensibili e irresponsabili poste in essere giocando sulla pelle dei cittadini. L’ Ugl reitera la propria disponibilità a fornire il proprio contributo di idee ma ribadisce la posizione vigile ed attenta a tutela della salute e dei diritti della cittadinanza.”

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