CATANIA – In merito alla notizia riportata sul quotidiano La Sicilia dal titolo: “Vada via, è celiaca! Cacciata dal bar per snack senza glutine”, interviene la presidente regionale dell’Associazione Italiana Celiachia Sicilia, Giuseppina Costa: “L’episodio accaduto nel pieno centro di Catania alla signora Enza Bifera (alla quale va tutta la solidarietà della nostra Associazione) se fosse scaturito dalla penna di un irritante autore comico demenziale sarebbe grottesco. L’accaduto, invece, denuncia tutta l’attualità di una malattia sociale, la celiachia, che può ancora oggi avere risvolti di emarginazione e avvilimento della dignità personale. Ha, infatti, dell’incredibile che nel terzo millennio un pubblico esercente operante nel settore alimentare non abbia la preparazione per accogliere un cliente celiaco o con intolleranze alimentari in genere.”

A.i.c. dal 2000 è impegnata sul fronte della sensibilizzazione e informazione degli Operatori del Settore Alimentare attraverso il progetto A.f.c. (Alimentazione fuori casa), che prevede una categoria specifica per i bar. Per i bar sono indicate semplici regole per poter offrire al celiaco la giusta accoglienza senza manipolare alimenti, con l’uso di preconfezionati che oramai hanno raggiunto un altissimo livello gustativo, pertanto sono adatti al celiaco ed apprezzabili da qualsiasi palato.
La formazione di base sulle modalità di somministrazione di pasti senza glutine è garantita dall’Asp che anche quest’anno a Catania ha già, per il sesto anno, pubblicato il calendario dei corsi gratuiti tenuti dai Sian (Servizio igiene alimentazione nutrizione) in collaborazione con Aic.
“Invitiamo pertanto – conclude la presidente regionale Aic – tutti coloro che ancora non sono in grado di accogliere la clientela celiaca, ma anche coloro che intendono approfondire l’argomento, di mettersi al passo coi tempi e con la civiltà, in particolare in una città come Catania. Ci aspettiamo infine che anche le associazioni di categoria diano una risposta concreta, sia al singolo episodio verificatosi nel capoluogo etneo sia a questa malattia sociale che è la celiachia magari intraprendendo un percorso di crescita e sensibilizzazione con A.i.c. perché fatti incresciosi come questo non abbiano a ripetersi”.

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