di Mariagrazia Miceli

L’osteopatia, grazie alla profonda conoscenza del corpo umano, è uno dei più validi metodi terapeutici di cura e prevenzione di molte patologie. Nonostante in Italia non rientri nella sfera della medicina convenzionale, ma faccia parte delle medicine complementari, sempre più italiani la scelgono per curarsi. Per conoscere meglio di che si tratta abbiamo intervistato Gianfranco D’Agostino, fisioterapista e osteopata D.O. siciliano, tutor all’ EIO (European Istitute of Osteopathy) consociato con l’ICOM (International College of Osteopathic Medicine) di Milano, una delle più grandi scuole presenti nella comunità europea.

Cos’è l’osteopatia?
“L’osteopatia è una medicina olistica in cui il concetto di patologia è sempre basato sulla mancanza di movimento, sia esso dell’organo, del muscolo o dell’articolazione. Tutto ciò che non si muove è morte, il movimento è vita già per definizione. Con le mani, mediante degli aggiustamenti vertebrali e delle manovre atte a riprendere il normale movimento fisiologico dell’organo o dell’articolazione o del muscolo, armonizziamo tutto il sistema-corpo dando ad esso una normale motilità, che viene a diminuire, se non addirittura a cessare, nelle patologie. Non per nulla siamo chiamati anche meccanici del corpo umano. In osteopatia, al contrario della concezione medica tradizionale, si cura il sintomo andando alla causa del problema. Inoltre il concetto di medicina tradizionale e medicina alternativa è in questo caso molto labile poiché l’osteopata studia tutte le stesse materie che si studiano nei corsi di medicina, tanto è vero che molti dei docenti che insegnano nelle scuole di osteopatia sono professori universitari di medicina”.

Dunque dove sta la differenza?
“Noi non usiamo l’apporto di farmaci. L’osteopata è nell’immaginario comune considerato colui che cura i dolori soprattutto delle ossa, ma è alquanto riduttivo classificarlo in questo modo. Il bravo osteopata può ripristinare un’ottima circolazione sanguigna, una migliore funzionalità cranica, curare la ptosi (discesa) di un rene: l’osteopatia entra in tutti i campi della medicina.
Una pagina importantissima regola il mondo dell’osteopatia, ovvero quella dell’alimentazione che è fondamentale per il benessere del nostro organismo. Il concetto dell’alimentazione è valido in tutte le espressioni della salute umana e negli ultimi anni tra la popolazione si è presa sempre più consapevolezza di ciò grazie alla divulgazione da parte di insigni scienziati, quali Veronesi, per citarne uno, del legame di causa effetto tra ciò che si mangia e terribili patologie come il tumore. Per fare alcuni esempi, basta dire che molti dolori legati al rachide lombare (parte bassa della colonna vertebrale ndr) possono essere legati al cattivo funzionamento del colon e alla sua mancanza di motilità; la stessa cosa si può dire del fegato, dello stomaco, ecc., per cui con induzione delle nostre mani riusciamo, con movimenti specifici e delicati, a ridare motilità ad esempio al colon che, per una banale infiammazione o uso scorretto dell’alimentazione, è in stasi e provoca al paziente conseguentemente come sintomo il dolore.
L’osteopatia inoltre risolve anche le cosiddette scoliosi craniche in ambito pediatrico. È da qualche anno che il ‘Bambin Gesù’ di Roma ha nei propri organici anche osteopati che trattano, nei bambini appena nati con difformità craniche, le suture craniche affinché si dia al neonato una prospettiva di sviluppo corretta. Mi è capitato di trattare bambini con disallineamento delle cavità orbitarie. Con 5-6 sedute si è ottenuto un ottimo allineamento, ma ancora in Italia questo trattamento non è molto accettato, in Spagna è quasi ordinario.

In quale campo si è affermata per prima l’osteopatia?
Il primo campo in cui è entrata prepotentemente è stato quello sportivo, a livello professionistico, perché gli osteopati spesso in due sedute riuscivano a fare quello che un fisioterapista otteneva in 15-20 sedute. Infatti ormai ogni squadra di calcio ha il suo osteopata e/o chiropratico.

Quando nacque l’osteopatia?
“Nella seconda metà dell’Ottocento negli USA dal dottor Andrew Taylor Still che attraverso i “trust” (manovre apposite sulle articolazioni) riusciva a curare molte patologie. Iniziò a girare tutto il Far West col dottor David Daniel Palmer, e documentò attraverso la scrittura tutte le sue tecniche e manovre sui pazienti con i relativi risultati, che ha tramandato alla sua scuola da cui prese il via l’osteopatia. Dal dottor Palmer, che fu chiamato dottore per i suoi meriti, ma che in realtà non aveva degli studi di medicina pregressi e che non sapeva scrivere, nacque la chiropratica, anch’essa riconosciuta in America ma non in Italia”.

In Italia l’osteopatia non è legalmente riconosciuta…
“Ho avuto la fortuna e il privilegio di frequentare il primo, e credo l’ultimo, master universitario biennale in una università statale di osteopatia, e di avere la facoltà di poter lavorare emettendo fatture osteopatiche. Lo stato italiano dovrebbe sancire e mettere delle regole su questa materia, visto che in Europa l’osteopatia è riconosciuta. Venti anni fa, quando abbiamo cominciato, la scuola di osteopatia, per ovviare a queste problematiche, accettava solo medici e fisioterapisti, tutte quelle figure cioè che con o senza l’osteopatia potevano lavorare in termini legali. Se le nazioni dove la sanità è riconosciuta più efficiente della nostra, quali Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Finlandia, Stati Uniti l’hanno resa legale, non vedo perché l’Italia non debba adeguarsi”.

Cosa si deve fare per diventare osteopati?
“Un giovane in possesso di diploma può accedere alla scuola di osteopatia (a numero chiuso) full time della durata di 5 anni, applicando sia la pratica che la clinica; mentre quella part time, della durata di 6 anni, è riservata a quelle figure professionali che hanno già un titolo sanitario, come medico, fisioterapista, che hanno cioè già conoscenze ben marcate di fisiologia, anatomia, patologia, clinica, embriologia, ecc, . Alla fine del percorso di studi si andrà in Inghilterra, alla Royal Academy of Osteopathy of England, consociata alla nostra, si sosterrà là l’esame in lingua per ottenere il titolo riconosciuto a tutti gli effetti dalla comunità europea con cui sin può lavorare legalmente anche in Italia. In Sicilia esistono scuole di osteopatia a Catania e Palermo”.

E pensare che la famiglia reale britannica si cura con l’osteopatia e l’omeopatia, non riconosciute ufficialmente dal nostro paese, e ne finanzia persino gli studi…

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