CATANIA – Una giornata dedicata alla Prevenzione per trasmettere alla popolazione i migliori stili di vita. “Questo è il primo obiettivo – ha dichiarato Salvatore Requirez, Coordinatore del Piano della Prevenzione in Sicilia a margine del workshop organizzato dall’Assessorato regionale alla Sanità e dall’Asp di Catania – e si affianca a quello di ritardare l’insorgenza delle malattie cronico-degnerative. Un aspetto non secondario se si pensa che le malattie croniche (cardiovascolari, polmonari o tumorali in genere) sono quelle che si appropriano, consumandole, del 75% delle risorse del sistema sanitario pubblico destinato all’assistenza ospedaliera e ambulatoriale. L’obiettivo è quello di intervenire sulla prevenzione di patologie i cui fattori di rischio sono il fumo, l’alimentazione, la ridotta attività fisica, l’abuso di sostanze. Cinque punti che ormai, con evidenza scientifica assodata da parecchi anni, costituiscono fattori rimovibili che hanno maggiore efficacia una volta contrastati. Il rispetto della salute è il futuro della sanità moderna”.

Un workshop che ha coinvolto non solo medici, operatori e strutture ospedaliere ma che ha visto la presenza del Dirigente Generale del Dipartimento ASOE Ignazio Tozzo che ha sottolineato l’impegno dell’Assessorato regionale della Salute per l’attuazione del Piano della prevenzione, del presidente dell’Ordine dei Medici Massimo Buscema, di Francesco Santocono consulente per la sanità del sindaco Enzo Bianco, di Giuseppe Di Giacomo presidente della commissione regionale Sanità e del rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro che ha sottolineato l’importanza di far camminare insieme prevenzione e formazione anche e soprattutto negli atenei. Ecco perché sono i giovani i primi destinatari di queste azioni. “L’obiettivo – rafforza Giuseppe Giammanco, Direttore Generale Asp Catania – è quello che l’uomo cresca, si mantenga in buona salute e sviluppi al meglio le sue potenzialità. E chi può essere l’interlocutore migliore se non i ragazzi che vivranno il futuro della nostra società? È un investimento che va fatto e stiamo facendo. Ma c’è anche un’ampia finestra dedicata al mondo del lavoro perché questo sia sempre un’opportunità e non un rischio”.

Un Piano di Prevenzione messo in campo con il D.A. 351/2016 che guarda al futuro investendo non solo sui i macro obiettivi che la Regione Siciliana si è data e che dovrà raggiungere entro il 2018, ma trasmettendo ai giovanissimi le linee guida da seguire nella loro vita e da trasmettere ai loro figli. “È stata una straordinaria occasione di confronto tra tutti gli operatori della Prevenzione impegnati nell’ambito di una multidisciplinarietà professionale e di approfondimento – ha commentato l’ing. Antonio Leonardi responsabile scientifico del workshop – di tutte le tematiche della prevenzione: dalla salute e sicurezza sul lavoro alla sicurezza alimentare, dalla veterinaria agli screening, dai vaccini alla sicurezza ambientale”. Progetti dedicati a tutti i livelli scolastici, dalle scuole dell’infanzia ai licei per rimettere al giusto posto l’importanza della dieta mediterranea e ridurre le percentuali di persone in sovrappeso o obesi che incidono sulla spesa sanitaria per 23 miliardi l’anno solo per le spese dirette. E non solo. Ridurre l’uso di sostanze, evitare atti di bullismo e contrastare le patologie legale al gioco d’azzardo. Abbassare il numero degli incidenti stradali mortali dovuti al precoce consumo di alcool. Aumentare le percentuali di vaccinazioni per morbillo e rosolia. “In Italia la copertura per queste due malattie è dell’85%, un valore alto ma insufficiente – sottolinea Mario Cuccia, direttore Servizio Epidemiologia Asp Catania – visto che il morbillo è molto contagioso. E tanto più è contagiosa una patologia, più ha bisogno di coperture elevate. Va scongiurata una prossima significativa epidemia di morbillo con caratteristiche diverse dal passato e con un numero di casi non trascurabile”. Accanto ai giovani va tutelata la salute dei più grandi tramite gli screening che consentono ottimi risultati a fronte di esami non invasivi. “Ci sono alcuni tumori che hanno una finestra terapeutica significativa: mammella, collo dell’utero e colon. Una diagnosi precoce – sottolinea Giovanni Magrì, dirigente di 2° livello Asp Catania – è funzionale alla guarigione della malattia. In più può essere utilizzata una metodica semplice, non invasiva e che ha una significativa riduzione della mortalità”.


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