Teodora Grazia Marletta

PALERMO − In un mondo alla continua ricerca del materialismo, del possedere ad ogni costo tutto e tutti, esiste chi sceglie di coniugare anima e corpo, alla ricerca concreta della libertà interiore in un perfetto stato simbiotico con ogni parte del proprio sé. Tutto questo avviene attraverso l’arte del respiro. Lo si può praticare in ogni luogo, a contatto della natura, ad esempio, in spiaggia di sera abbracciati alle stelle. Ritrovando in questo modo vitalità, energia e benessere.
Un metodo rivoluzionario, ideato da Francesco Atanasio, giovane  chinesiologo  palermitano. Il metodo “Rievoluzione Motoria” unico nel panorama italiano e internazionale, rappresenta la sintesi di tutte le conoscenze acquisite in seguito ad approfonditi studi accademici, all’analisi delle più recenti evidenze scientifiche presenti in letteratura e alla decennale esperienza nel settore delle attività motorie, sportive, preventive e adattate. Il metodo Rievoluzione Motoria ha un preciso obiettivo: aiutare tutte le persone a migliorare la qualità della propria vita, alla riscoperta del proprio corpo, del proprio respiro e del proprio mondo emozionale. Una consapevole riattivazione muscolare e la conoscenza delle più importanti evidenze scientifiche presenti nella letteratura internazionale, consentiranno a tutti di condurre uno stile di vita salutare orientato al wellness.

Ricordandone la genesi, il dottor Atanasio afferma: “Durante il mio primo esame del corso di Scienze Motorie il professore di diritto privato, leggendo sul libretto dei miei trascorsi alla facoltà di ingegneria, mi disse: Ma lei che ci fa a scienze motorie? È sprecato!. Io gli risposi: Amo l’attività motoria e voglio aiutare le persone a innamorarsene come è successo a me. Quel giorno la Rievoluzione Motoria era già in atto ed io non ne ero ancora consapevole”.
La scelta della parola Rievoluzione non è casuale, spiega: “Circa due anni fa, su richiesta di un mio professore universitario di Bologna, stavo revisionando il libro “Attivi e Sedentari” e all’improvviso ho cominciato a riflettere sul significato del movimento per l’essere umano. Quel giorno, realizzando con grande dispiacere che il 39.6% della popolazione italiana conduce uno stile di vita sedentario, ho compreso quanto sia frustrante e alienante la condizione di non vita dell’uomo moderno (homo sedentarius). Secondo la mia visione, questa condizione affonda le proprie radici in una terribile contraddizione.
In milioni di anni di evoluzione il nostro straordinario corpo si è plasmato in modo perfetto. Pensate che meraviglia, la natura ci ha regalato oltre 700 muscoli e oltre 200 ossa.
L’avventura motoria inizia con il primo atto inspiratorio, garantito da una moltitudine di muscoli, già coordinati magicamente per regalarci la vita.
Da quel momento in poi lo sviluppo dell’uomo è un’inarrestabile sequenza di acquisizioni neuromotorie: le capacità senso-percettive, gli schemi posturali, gli schemi motori di base, le capacità coordinative e quelle condizionali.

In pochissimo tempo l’essere umano, senza alcuno sforzo, è in grado di gattonare, rotolare, strisciare, saltare, arrampicarsi, lanciare, camminare, correre. È veramente entusiasmante.
Sin dalla nascita, grazie alla natura, abbiamo tutto, siamo già evoluti. Siamo perfetti.
A un certo punto questa evoluzione naturale viene violentemente interrotta da un blackout: di colpo l’essere umano si dimentica di essere stato progettato per il movimento.
Pensate, mentre l’uomo primitivo era un raccoglitore-cacciatore e trascorreva l’intera esistenza esplorando liberamente la natura per cercare il cibo, l’homo sedentarius è stato persuaso a imbalsamarsi sulla poltrona davanti a uno schermo, limitando le sue infinite possibilità di movimento alla semplice masticazione di cibo innaturale. 
Così facendo ha abbandonato uno stile di vita attivo e salutare, ha spento momentaneamente la luce dando spazio alle tenebre delle malattie cardiovascolari, osteoarticolari, metaboliche, mentali, tumorali.
In sintesi, si è progressivamente allontanato dalla propria natura e ha perso la felicità.
Ma non tutto è perduto, chiunque può decidere di invertire il trend e di rievolversi, ovvero recuperare la perfezione che ci è stata donata alla nascita e che abbiamo perduto in modo lento e inconsapevole”.

Scrivi