Catania. A guardar questa foto da lontano, sembrerebbe l’opera astratta di un artista impressionista. Un cumolo di caos e colori che prende vita sotto le mani dell’autore. Peccato che di artistico non ci sia proprio nulla in questa immagine, che tutto è fuorchè qualcosa di bello. Una discarica a cielo aperto. Ecco cos’è. Uno scorcio di San Giovanni Galermo, un quartiere di cui ci stiamo occupando sempre più spesso a causa dello stato di abbandono amministrativo in cui versa.Perchè a quanto pare, per la giunta questa zona sembra esser diventata la periferia della periferia. E se in fretta e furia si tenta di restituire decoro alle strade battute dai turisti nelle vie più centrali di Catania, sorte diversa tocca al quartiere limitrofo, macchiato e deturpato rovinosamente da cumuli di rifiuti di ogni genere. Il consigliere Giuseppe Catalano, da anni in prima linea in difesa di questo territorio e della sua gente, denuncia l’ennesima mancanza da parte dell’amministrazione comunale nei confronti della periferia catanese.
“Questo quartiere è abbandonato ormai da 50 anni. Da piccolo comune siamo diventati una colonia della città. Nonostante gli sforzi e i continui appelli, l’amministrazione comunale non riesce a dare risposte vere e concrete. E i cittadini sono ormai consapevoli di vivere in un quartiere pieno di pericoli e insidie, chi ha la possibilità vende addirittura la casaper andare via e vivere in un luogo più decente- racconta Catalano- A Catania noi di San Giovanni Galermo siamo solo contribuenti, e pur essendo zona residenziale paghiamo le tasse più esose del resto della città, non avendo in cambio nessun servizio.” A questo proposito il consigliere ha deciso di dar vita all’ennesima petizione correllata di missiva per il sindaco, sperando che questa volta le voci del quartiere vengano ascoltate.
Sulla stessa linea di trincea, Giuseppe Zingale,vicepresidente della IV municipalità, che lancia un’appello affinchè venga salvato il PalaGalermo o quel che ne resta.
“L’intera circoscrizione deve mobilitarsi perché in questa struttura c’è materiale ferroso, impianti, infissi e qualsiasi altra cosa che ancora può fare gola ai ladri-sottolinea Zingale- Va bene il processo di esternalizzazione, ma senza controlli, senza vigilanza si rischia di avere in pochi mesi uno scheletro di cemento armato dove non restano in piedi nemmeno le porte. . La sicurezza quindi è alla base di tutto. Di fronte a questa esigenza, con il presidente della IV municipalità Emanuele Giacalone, vogliamo coinvolgere associazioni e comitati cittadini per creare i presupposti necessari ad avviare un processo di cittadinanza attiva. Una collaborazione dove tutti possono dare una mano nella preservazione della struttura in attesa che sia affidata alle società sportive attraverso il processo di esternalizzazione. Una sinergia che nasce anche dalla maggiore presenza delle forze dell’ordine nel territorio attraverso pattugliamenti costanti non solo nell’area intorno al PalaGalermo ma anche negli impianti sportivi e nei luoghi di socializzazione nei quartieri di Cibali, San Nullo, Trappeto Nord e San Giovanni Galermo. Non solo, lanciamo l’appello affinchè chiunque noti “movimenti strani” intorno al sito di via Don Gnocchi può dare una grossa mano alla collettività denunciando immediatamente il tutto a polizia e carabinieri. Preservare il PalaGalermo, nell’ottica del progetto di recupero dell’impianto, vorrebbe dire evitare che l’esborso di denaro, necessario per riqualificare l’area, rischi di lievitare ancora.”
Nicoletta Castiglione

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