C’è la Sicilia come sempre nelle collezioni Dolce & Gabbana. Questa volta però la nostra “femmina siciliana” vola in Spagna, scende nell’arena e incontra le corride e il flamenco.

di Martina Strano

MILANO – Il pizzo siciliano incontra le giacche da matador. Stefano Gabbana e Domenico Dolce rifondano il Regno delle due Sicilie, ponendo però sempre l’accento sulla Trinacria che accompagna e ispira le loro collezioni. Una collezione barocca, sensuale, latina, per una siciliana torera molto sexy.

È in uno scenario caldo e sensuale che fanno sfilare i loro abiti: una passerella ricoperta da velluto in tutte le tonalità del rosso. Coulotte ricamate, gonne da ballerina di flamenco, giacche da matador, bolerini di raso, abiti di pizzo, corsetti. I ricami sono in passamaneria, molto elaborati, esplodono le stampe a pois o con carretti siciliani e ventagli, le linee sono semplici e i colori predominanti sono il rosso, il nero e il bianco. Grande novità i jeans con applicazioni gioiello, mentre gli ex voto vengono ricamati, disegnati sugli abiti di chiffon, applicati o “inseriti”.

Gli accessori, borse, fermacapelli, scarpe, gioielli, coroncine, sono tutti dorati, molto barocchi. Nel tacco delle scarpe si apre un piccolo tabernacolo, munito anche di chiave, nel quale è custodito il Sacro Cuore; troviamo anche le ballerine per il flamenco. I capelli sono raccolti nel tipico foulard nero delle vedove o velati con la retina da funerale che scende davanti a coprire anche il volto. Tra le borse di diverse dimensioni troviamo bauletti ricamati con rose rosse, foglie verdi o cuori. Alcune modelle tengono tra le mani la confezione della bambola Dolce & Gabbana vestita proprio come chi la fa sfilare.

Nel gran finale 65 modelle sfilano in mutandine da toreador di raso rosso, camicia bianca e ballerine nere.

«Le donne devono ritornare ad essere così: femmine e sexy. Basta con tutto questo bon ton. La donna Dolce & Gabbana sta nell’arena della vita, sfoggia l’eleganza terrona del tailleur nero tipo ‘Venga a prendere un caffè da noi’, gli abiti da “sedotta e abbandonata”. Vogliamo dare alle donne il potere di essere femmina» hanno dichiarato i due grandi stilisti.

Martina Strano

Foto Matteo Bazzi ansa.it

Scrivi