GIARRE –  A conclusione della riunione dei sindaci del Distretto socio sanitario di Giarre, convocata dal sindaco Angelo D’Anna, a seguito della nuova rimodulazione della rete ospedaliera, che di fatto ha confermato la chiusura del pronto soccorso e dell’ospedale di Giarre hanno ribadito con forza che intendono esercitare in tutte le forme possibili il proprio ruolo di garanti del Diritto alla salute dei propri cittadini. A questo scopo è stato dato mandato al sindaco del comune capofila di Giarre, Angelo D’Anna, di predisporre e condividere con gli altri sindaci, un documento di denuncia di quanto evidenziato durante l’assise.

Oltre al sindaco D’Anna, all’incontro erano presenti i primi cittadini di Mascali Luigi Messina, Fiumefreddo di Sicilia Marco Alosi, Sant’ Alfio Giuseppe Maria Nicotra, Riposto Enzo Caragliano, Piedimonte Etneo Ignazio Puglisi, gli assessori dei Comuni di Milo Francesca Strano e di Mascali Paolo Virzì, I presidenti dei Consigli comunali di Castiglione di Sicilia Stefano Papa, Sant’ Alfio Renato Ferdinando Finocchiaro e il consigliere comunale di Giarre Armando Castorina, delegato dal sindaco per le problematiche ospedaliere.

Dopo i saluti del Sindaco di Giarre si sono susseguiti vari interventi dei partecipanti. Tutti hanno evidenziato il fatto che il territorio Jonico Etneo è stato bistrattato e risulta l’unico, in ambito regionale, ad essere stato penalizzato, perche non ha avuto alcun beneficio dalla nuova rimodulazione della rete ospedaliera giacchè non è stata accolta nessuna istanza a partire da quella relativa alla riapertura del pronto occorso e dell’ Ospedale di base, pur sussistendo tutti i requisiti legali. I rappresentanti Istituzionali hanno convenuto che non intendono più chiedere audizioni o incontri vari, visto che tutte le richieste formulate in passato non sono state prese in considerazione, fermo restando la disponibilità ad ascoltare proposte o eventuali altre richieste proveniente dagli attori Istituzionali che hanno un ruolo nella rimodulazione della rete Ospedaliera.

E’ stato messo in evidenza anche lo spreco di risorse pubbliche, che si andrà a perpetrare, in quanto è stato previsto un DEA di 1° livello nel vicino Ospedale di Acireale di cui Giarre è divenuto “dipendenza”. Il Santa Marta acese può raggiungere tale obiettivo solo perché assorbe anche il bacino di utenza dell’Ospedale di Giarre e in dispregio alle distanze, visto che il nosocomio acese si trova a meno di 7 chilometri da un DEA di 2° livello, l’ospedale Cannizzaro di Catania. Secondo i sindaci e i rappresentanti dei dieci Comuni del Distretto questa decisione politica calpesta di fatto il diritto alla salute di un territorio, quello Jonico Etneo, che comprende oltre 90.000 abitanti, numero che aumenta in modo esponenziale durante l’estate per la grande affluenza di turisti.

E’ stata valutata anche la possibilità di denunciare, nelle dovute sedi, l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi relativi al budget utenti e prestazioni e la tutela, in tutte le sedi opportune, di quei cittadini residenti nell’ambito del Distretto sanitario di Giarre oggetto di casi di malasanità, in aggiunta ad altre azioni eclatanti, senza alcun preavviso, che possano mettere in evidenza lo stato di malessere della Sanità nella zona ionica – etnea.

Mario Pafumi

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