di Marco Spampinato Foto servizio: Vincenzo Musumeci

CATANIA – “Enti locali e Sanità in Sicilia si fondano sul lavoro di 20 mila precari, migliaia a Catania e provincia. Per molti di loro, il posto è a rischio già nelle prossime settimane. Per tutti i cittadini sono in pericolo servizi essenziali, diritti elementari!”. Per discutere di precariato e diritti minacciati la Uil Fpl ha tenuto il proprio Direttivo regionale a Catania, a sette giorni dallo sciopero generale proclamato in tutta Italia da Cgil e Uil e fissato per il 12 dicembre prossimo. Alla riunione hanno preso parte il segretario nazionale della Uil Fpl, Giovanni Torluccio, i segretari regionali e territoriali di Uil e Uil Fpl Claudio Barone, Enzo Tango, Fortunato Parisi e Stefano Passarello. All’ordine del giorno anche l’esame di due “incompiute” siciliane: la rete ospedaliera e la riforma delle Province. Nei vari interventi è stato messo in evidenza come, in Sicilia, proprio gli enti locali e la sanità fondano la propria sussistenza sul lavoro di 20mila precari grazie ai quali si riesce “…a non far bloccare la macchina burocratica della regione. Peccato, però. che a questi lavoratori non vengano riconosciuti molti diritti basilari che, al contrario, dovrebbero essere dati per scontati”. “Da qui la decisione di scendere in piazza anche il prossimo 10 dicembre a Palermo – annuncia Enzo Tango che precisa subito dopo – In quella occasione sarà richiesto lo sblocco dei contratti. Quest’appuntamento preparerà la strada allo sciopero generale indetto su scala nazionale per il prossimo 12 dicembre da CGIL e UIL unite contro una politica deficitaria e, a tratti, suicida. In Sicilia abbiamo, addirittura, qualche motivo in più per scioperare visto che, dal persistente problema legato al precariato, si tocca una Sanità anch’essa assurdamente basata sul lavoro di troppi precari che da anni aspettano invano una stabilizzazione più volte annunciata ma mai arrivata. Questo senza dimenticare i problemi atavici che investono i nosocomi isolani con mancanza di personale e posti letto”. Dalla Regione, si lamenta sempre nel corso dell’incontro, non arrivano risposte “Da Palermo pensano solo a tagliare posti letto, a chiedere un nuovo mutuo da 2 miliardi di euro utili solo a pagare i debiti ma non a mantenere aperti i reparti. Se siamo in questa situazione è solo colpa della politica locale e regionale”.
Alle parole di Tango fanno eco le affermazioni di Giovanni Totuccio che evidenzia come la politica siciliana sia lo specchio della politica fallimentare a cui stiamo assistendo a livello nazionale. “L’applicazione del Job Acts non porterà certo alla soluzione del problema occupazionale in Italia, anzi, si creeranno nuovi vuoti, nuove chiusure aziendali, nuovi disoccupati. Senza contare che, con l’Articolo 18, si mette in discussione ogni diritto del lavoratore. Questo Governo sta passando come un rullo compressore sui diritti dei cittadini, tutti, welfare in primis. Il settore sociale è sempre più sottovalutato, c’è gente che non può più pagare i ticket sanitari, il bisogno di salute viene negato decisamente. Da par nostro – conclude Totuccio – dobbiamo provare a garantire ai cittadini più bisognosi ciò di cui essi hanno realmente bisogno. Invitiamo il premier Renzi ad andare a pranzo in una mensa sociale o in quella della Caritas anziché fare passerella, partecipando a eventi eni gastronomici da mille euro a persona. Solo così, anche lui, e se vorrà, potrà capire quali sono i veri problemi degli italiani”. Nel proprio intervento, Stefano Passarello, ha analizzato la situazione critica in cui versano la maggior parte dei Comuni di Sicilia. “Tra i Comuni – ha evidenziato il segretario – molti sono prossimi al dissesto finanziario; ciò porta a una drastica caduta di tutti i servizi essenziali. Quei pochi servizi che vengono garantiti oggi finiscono col costare troppo. Proprio i Comuni, che hanno ormai quasi solo questa possibilità, per fare cassa aumentano i tributi che i cittadini si ritrovano costretti a pagare pure in un momento di tregenda per il Paese. Così si sprofonda in un impoverimento generale che deve allarmarci tutti. Anche nel settore sanitario dobbiamo intervenire perché, come sempre denunciato, serve urgentemente nuovo personale per far fronte a una situazione davvero insostenibile”.

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