Raia (Pd): ”No alla chiusura delle strutture trasfusionali presidio ospedaliero (Po) Gravina di Caltagirone e presidio ospedaliero S.S. Salvatore di Paternó”. Formazione all’Asp di Siracusa sugli aspetti sanitari nell’accoglienza ai migranti

PALERMO – Se la civiltà di un popolo si misura anche, e  soprattutto, da un buon sistema sanitario, la gestione della sanità siciliana da parte del governo Crocetta ci restituisce un settore allo sbando fotografia di una regione in pieno regresso.
In Sicilia, questo delicato comparto della vita pubblica, segna il passo. Dal caos si salvano solo i medici, gli infermieri e, in generale, il personale che opera negli ospedali. Non si salva, invece, la politica siciliana che negli ultimi sei anni ha massacrato gli ospedali pubblici che hanno subito tagli orizzontali e una forte riduzione del personale medico. Insomma, ospedali pubblici con sempre meno posti letto, con medici e infermieri stressati dal lavoro e sempre più mal pagati.
Una gestione delirante della Sanità con il governo che prima promette che nessun ospedale sarebbe stato chiuso e poi si scopre che le carte nascondono mille trucchi e saranno tagliati oltre 400 posti letto. Ma non basta, c’è da fare i conti con altre alchimie.
“Le due strutture trasfusionali della provincia di Catania, i presidi ospedalieri (PO) Gravina di Caltagirone e S.S. Salvatore di Paternó rischiano la chiusura se entro il prossimo 31 dicembre non avranno rispettato i criteri per la messa a norma delle due strutture accreditate, così come indicato dalla nota assessoriale del 15 settembre scorso. Per questo, chiediamo una proroga di un pai1542703-ospedaleo di mesi, a fronte della garanzia di mantenere un servizio importante per la tutta la cittadinanza e per un vasto territorio”. A dichiararlo è la parlamentare regionale del Partito democratico, Concetta Raia, che ha inviato una lettera all’Assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, nella quale ha avanzato la richiesta di allungare i tempi per l’accreditamento. Insomma, la politica sanitaria del governatore Crocetta non piace nemmeno ad esponenti della sua maggioranza.
“L’Asp di Catania ha già avviato un cronoprogramma con indizione di gare per acquisto di strumenti e di apparecchiature la cui definizione è prevista non oltre il 20 dicembre – spiega la deputata democratica – Malgrado ciò, se non viene data una proroga dell’accreditamento di almeno due mesi, si rischia comunque la chiusura perché non sarà materialmente possibile che i due ospedali possano già fornire un servizio ospedaliero.
“Appare paradossale che mentre viene chiesto, attraverso un mio emendamento (osservazione alla rete ospedaliera appena approvata in Commissione) di adeguare gli ospedali riuniti di Caltagirone-Militello a struttura di primo livello con un potenziamento della rete emergenza/urgenza e  mentre si potenzia la struttura di emodinamica come unità operativa con 4 posti letto, si inaugura il reparto di malattie infettive, con l’apertura a breve della Suap di Militello, la prima struttura in provincia di Catania per pazienti in coma vegetativo – prosegue Raia –  si pensa di depotenziare in un solo momento queste due realtà sanitarie importanti. Credo che non ci possiamo consentire una offerta sanitaria dimezzata né per gli operatori e neanche per i cittadini”.
E’ la conferma di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Il governo siciliano di Rosario Crocetta sprofondato  nel renzismo politico, ricordiamo che per evitare la sfiducia è stato, di fatto, commissariato dal Presidente del Consiglio, ormai produce insensatezze a mai finire con il il risultato di una crisi economica e finanziaria spaventosa.
E mentre il governo sfascia e chiude c’è chi si rimbocca le maniche organizzando due corsi formativi di FORMAZIONE IMMIGRAZIONEaggiornamento per il personale agli sportelli, operatori sanitari, volontari  e mediatori culturali che, a vario titolo, si occupano delle tematiche sanitarie relative all’immigrazione, alla gestione degli sbarchi e all’assistenza sanitaria nei Centri di accoglienza.
A promuoverli è stata l’Asp di Siracusa attraverso l’Ufficio Territoriale stranieri, di cui è responsabile Lavinia Lo Curzio e l’Ufficio Formazione diretto da Maria Rita Venusino che, nella realizzazione dei due eventi, si sono avvalsi della collaborazione di professionisti aziendali e delle organizzazioni OIM (Organizzazione internazionale Migranti) e Terre Des Hommes.
“Ringrazio tutti gli operatori che quotidianamente con il proprio impegno – ha detto all’inizio dei lavori il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta – collaborano nel fronteggiare il fenomeno immigrazione e le emergenze che esso comporta. Momenti formativi come questi sono importanti poiché contribuiscono alla realizzazione di strategie condivise tra le istituzioni a vario titolo coinvolte con il coordinamento attento del prefetto di Siracusa e secondo le linee guida ed il Piano di contingenza per la gestione degli sbarchi esitati dall’Assessorato regionale della Salute”. Il direttore generale ha ricordato come proprio nei giorni scorsi è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra la Prefettura, l’Asp di Siracusa, la Croce Rossa, Protezione Civile e Medici Senza Frontiere per le attività di assistenza sanitaria ai migranti che sbarcano ad Augusta che ha previsto anche il potenziamento del servizio notturno di assistenza sanitaria dallo sbarco fino alla permanenza dell’ultimo migrante al porto con il coordinamento della responsabile PTE Gioacchina Caruso e del responsabile del Pronto Soccorso dell’Umberto I di Siracusa Carlo Candiano.
Da gennaio ad oggi il porto commerciale di Augusta è diventato il principale punto di approdo dei migranti con oltre il 40 per cento del totale degli sbarchi avvenuti lungo le coste siciliane.
A ricordarlo è stato il prefetto di Siracusa Armando Gradone che nel suo saluto di apertura del corso ha riconosciuto il ruolo determinante dell’Azienda Sanitaria “senza la quale – ha detto – non sarebbe stato possibile ottenere i risultati raggiunti. Oggi di Siracusa si parla non soltanto a livello regionale ma anche nazionale, come di una realtà da prendere a modello”.
Altro tema affrontato è stato quello dei minori stranieri non accompagnati sotto i profili psico-sociale e legale e sugli aspetti sanitari nell’accoglienza ai migranti, con particolare riferimento alla prevenzione e al controllo della diffusione delle patologie infettive.

S.R.

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