Riceviamo e pubblichiamo.

MODICA – La ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ha segnato un punto di svolta per il welfare del nostro paese: essa identifica la persona con disabilità come soggetto attivo della comunità di appartenenza, titolare di diritti e di doveri e capace di dare un consenso libero e informato (purché messo nelle condizioni di farlo), non più soggetto passivo di un assistenzialismo calato dall’alto.

L’Anffas Onlus di Modica ha promosso, con successo, la sua approvazione nei comuni del distretto socio-sanitario 45 sperando che la Convenzione divenisse un effettivo strumento di inclusione per le persone con disabilità e che rappresentasse, anche per le amministrazioni locali, il punto d’arrivo a cui tendere nella definizione delle loro politiche.

Tuttavia (e suo malgrado) l’associazione talvolta è chiamata a ricordare alle amministrazioni presenti (come monito anche per quelle future), che l’aver approvato la Convenzione Onu non dev’essere solo motivo di pregio ma costituisce anzi un impegno ed un “onere” costanti: l’autodeterminazione della persona con disabilità, l’accessibilità in ogni ambito del vivere sociale ed in ogni stagione della vita della persona, dalla culla alla terza età, devono divenire principi informatori di ogni servizio, decisione, politica che con la disabilità abbia a che fare, non slogan da rispolverare nel momento del bisogno o, peggio ancora, principi da “sacrificare” in nome delle sempre più citate esigenze di bilancio

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi