Eduardo Reitano

ROMA – “Ho chiesto al ministro della Salute di provvedere al riconoscimento della fibromialgia tra le malattie croniche e invalidanti come avviene negli altri Stati europei, con relativa esenzione di ticket.”. Così  l’on. Walter Rizzetto (Gruppo Misto) dopo aver depositato l’interrogazione rivolta al Ministro Lorenzin proposta dal Comitato Fibromialgici Uniti supportato dai comitati Terra Nostra Sicilia e Terra Nostra Appennino Bolognese.Schermata 2016-02-01 alle 15.18.05
La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia complessa, debilitante e invalidante, caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso ed astenia, associato a rigidità che rendono difficoltosi movimenti ordinari, e ad una vasta gamma di disturbi funzionali. Conta più di 100 sintomi tra i quali l’astenia e l’affaticamento cronico, disturbi del sonno, stato confusionale, disturbi della vista, fibrofog, allergie, mioclonie, ipersensibilità, palpitazioni cardiache, dolore toracico, disturbi digestivi, dolore pelvico ed altri ancora, considerati altamente invalidanti che influiscono negativamente sulla qualità della vita di chi ne è colpito.
Ne sono affetti quasi 2 milioni di italiani, ma il Sistema sanitario nazionale non riconosce questa patologia. Per questo motivo non esistono specifici e condivisi protocolli diagnostici e i pazienti sono costretti ad un “nomadismo” faticoso, che in più grava sui costi del sistema sanitario con duplicazione di esami, ricorso a numerose visite generiche e specialistiche, a farmaci, e periodi di assenza lavorativa.
Il mancato riconoscimento della sindrome fibromialgica da parte delle istituzioni e la difficoltà diagnostica e terapeutica che la caratterizza, rende, infatti, il “caso delle fibromialgia” una delle nuove emergenze sociali e sanitarie alle quali occorre dare una risposta per consentire a quanti  ne soffrono di raggiungere livelli di qualità della vita sufficienti. La difficoltà più grande di questo problema è la diagnosi: essendo la genesi multifattoriale non è facile per gli operatori sanitari, che non hanno una conoscenza specifica, diagnosticare la sindrome fibromialgica e quindi avviare un percorso terapeutico multidisciplinare
La complessa presentazione clinica di questa sindrome è da oltre un secolo oggetto di dibattito, ma gode di poco interesse nella «gerarchia delle malattie».  La ragione di questa scarsa considerazione deriva dall’incertezza circa l’eziopatogenesi e le migliori modalità terapeutiche.
“Chi soffre di fibromialgia – denuncia l’on. Rizzetto – ha difficoltà a vivere una vita piena e indipendente, in quanto la sensibilità al dolore, il senso di debolezza e la fragilità portano all’isolamento nella vita lavorativa, di gruppo e affettiva, causando una vera e propria invalidità sociale, addirittura, in molti casi, alla perdita del lavoro, per rinuncia”.
“La salute è il bene primario – prosegue il parlamentare – su cui deve essere concentrata l’attività delle Istituzioni quindi ritengo che anche rispetto a questa patologia bisogna intervenire per tutelare chi ne è affetto.”
“L’auspicio – conclude Rizzetto –  è che si proceda in tempi brevi a riconoscere a livello nazionale la fibromialgia e che si preveda l’esenzione del ticket per le visite successive al riconoscimento e di parte dei farmaci necessari alle cure”.

E.R.

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