ROMA  – “Il governo Crocetta si dimostra ancora una volta inadeguato e questa volta ci va di mezzo la sanità siciliana. Oggi il governatore dà la colpa all’Esecutivo nazionale, ma un piano di riordino sanitario andava programmato tempo fa, come previsto dalle Legge Balduzzi prima e dal Decreto ministeriale 70 dopo. L’esecutivo regionale avrebbe, infatti, avuto tutto il tempo di riprogrammare in modo idoneo il riassetto della rete ospedaliera regionale visto che il DM 70, vecchio di un anno e mezzo, concede alle Regioni a statuto speciale ampia autonomia per applicare le nuove norme, compatibilmente con le peculiarità demografiche e territoriali dell’isola. Quindi, maliziosamente e capziosamente, la Regione  ha perso tempo per evitare interventi di riprogrammazione e sperando così di arrivare per inerzia alla fine della Legislatura prendendo in giro i cittadini e mettendo l’ipoteca su una possibile rielezione”. Lo denuncia, in una nota, il senatore siciliano del gruppo Ala, Antonio Scavone, componente della Commissione Sanità di Palazzo Madama.

“La verità è che il governo regionale – spiega Scavone – è stato incapace di affrontare  un riassetto delle reti ospedaliere e non ha eseguito alcun programma di riduzione di posti letto e di riorganizzazione dell’intera rete sanitaria che seguisse gli standard qualitativi, quantitativi  e tecnologici richiesti per l’assistenza ospedaliera. E’ sospetto che Crocetta oggi armi il caos sui territori alimentando polemiche e scaricabarile, facile merce da propaganda elettorale. Gucciardi ha promesso che non si sarebbero chiuse strutture, ha addirittura paventato l’assunzione di nuovi professionisti attraverso l’espletazione di nuovi concorsi ma senza alcun fondamento logico. A questo punto il ministero della Salute dovrebbe avviare una serie indagine ispettiva per far luce sulle inadempienze regionali in merito al DM 70 nonché sulla gravosa situazione generale in cui versa la sanità siciliana e chiarire, una volta per tutte, se l’assessore Guacciardi abbia presentato o meno una nuova proposta di riassetto a Roma “.

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