CATANIA – Per delineare i dettagli della morte della 32enne, deceduta all’ospedale Cannizzaro domenica nel primo pomeriggio, dopo un ricovero iniziato il 29 settembre e dei suoi gemelli che portava in grembo, il direttore generale Angelo Pellicanò e il direttore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Scollo hanno indetto una conferenza stampa nel salone della Direzione Generale dell’ospedale Cannizzaro. “Ho voluto organizzare questo incontro perché si tratta di una vicenda tragica, perché qualora si fosse veramente verificata sarebbe di una gravità estrema. Sono in corso indagini della Procura e da parte nostra un’indagine interna per chiarire quello che è giusto. Se è vero che un medico in sala parto si dichiara obiettore, diventa un fatto di notevole gravità. Il medico obiettore è tale ai fini di una legge dello Stato relativa all’interruzione volontaria in gravidanza. In tutti gli altri casi, sono un’altra storia –  dichiara Pellicanò – Il medico, in questo caso, non ha mai parlato di obiezione di coscienza”.
Alla conferenza stampa, presente anche il direttore di Ginecologia e Ostetricia Paolo Scollo che ha dichiarato: “Mi rendo conto del momento di estremo dolore, un momento che doveva essere felice si è trasformato in dolore. Quello che mi ha stupito è questa vicenda dell’obiettore di coscienza. Si sta creando questo problema sull’obiezione di coscienza che riguarda l’interruzione di una gravidanza fisiologica. Non possiamo parlare, in questo caso di obiezione di coscienza. I giornalisti devono evitare di far diventare un evento drammatico in un evento mediatico. Eravamo a 19 settimane, stava partorendo un prodotto abortivo”, Inoltre – da quanto è emerso durante la conferenza – pare che il collo dell’utero della donna fosse dilatato all’arrivo in ospedale, e quindi ricoverata. “Cominciata la terapia antibiotica con febbre alta, è stata fatta scendere nella sala parto. Sono state fatte analisi risultate negative. Nel passaggio della guardia delle ore 20, erano presenti entrambi i medici perché la paziente aveva un sospetto di infezione grave. Il medico ha fatto fare così un esame per vedere l’infezione. Nel frattempo però ha abortito spontaneamente il primo feto, senza nessuna induzione. Dopo il medico ha indotto il secondo parto abortivo”.

“Quindi non si può parlare di obiezione di coscienza – sottolinea Scollo- Il medico in sala parto appena si è reso conto della situazione, ha immediatamente attivato la macchina terapeutica necessaria”. Pellicanò conclude, “La Procura, ha specificato che per i magistrati la ricostruzione dei familiari non trova alcun riscontro al momento”.

La Procura di Catania ha iscritto nel registro degli indagati 12 medici del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania per il caso di Valentina Milluzzo. Il reato ipotizzato è omicidio colposo plurimo. L’iniziativa, si sottolinea dalla Procura, è un atto dovuto dopo la denuncia dei familiari della donna per eseguire l’autopsia come atto irripetibile. Gli indagati sono tutti i medici in servizio nel reparto ad eccezione del primario, Paolo Scollo, e dell’assistente Emilio Lomeo, che erano assenti.

-- SCARICA IL PDF DI: Sanità, una infezione ha ucciso la donna e i gemelli di Palagonia. Accertamenti in corso per eventuali responsabilità, dodici medici indagati --


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