PALERMO – Chi di noi non ha mai sognato di costruirsi una bella villa vista mare, magari in prossimità di un luogo d’interesse culturale? Per carità, non c’è niente di male. Purché lo si faccia nel rispetto della legge.

A Santa Flavia, comune in provincia di Palermo, è stata rilasciata una concessione edilizia. Fin qui, niente di male. Il problema nasce dal fatto che la costruzione che dovrebbe sorgere si verrà a trovare a poche centinaia di metri dalle rovine archeologiche della città ellenistico-romana di Solunto, quindi dell‘area “Rupi di Catalfano e Capo Zafferano“.

In questa ingarbugliata vicenda vuole vederci chiaro il Movimento 5 Stelle che, a prima firma del deputato bagherese e capogruppo dei Cinquestelle all‘Ars Salvatore Siragusa, ha presentato un’interrogazione parlamentare: “L’autorizzazione per costruire, – afferma il capogruppo M5S – è stata concessa in barba alla normativa vigente, infatti il Piano regolatore generale nel comune del palermitano non risulta essere stato sottoposto alla necessaria Valutazione ambientale strategica, nonostante le direttive europee lo impongano“.

Ecco quindi che un’intera superficie come l’area coinvolta, viva espressione e testimonianza dell’antico sistema di irrigazione araba nonché del vecchio sistema di coltivazione delle cave di tufo, rischia di essere depredato delle sue ricchezze naturalistiche a causa di lavori, peraltro già cominciati. E la conta dei danni arriva presto: infatti, durante gli interventi di movimento terra, gli elementi archeologici del sistema agricolo territoriale sono stati danneggiati, mentre alcuni ulivi secolari presenti nell’area sono stati in parte danneggiati ed in altri casi del tutto sradicati.

Il deputato di Bagheria chiede ora al governo regionale di verificare la presenza della procedura Vas al Prg di Santa Flavia: “Ricordiamo che è proprio il governo regionale, viste le sue funzioni – conclude Siragusa – che deve occuparsi dei controlli rispetto al rilascio di concessioni edilizie”.

Teresa Fabiola Calabria

Scrivi