SANTA MARIA DI LICODIA – Un uomo che, come qualcuno direbbe, ama fare scalpore, ama fare parte delle pagine di cronaca dei quotidiani del comprensorio. Lanciarsi nel vuoto, dal secondo piano di casa, rischiare la vita pur di non collezionare un’altra denuncia, poiché sorpreso in strada dai Carabinieri e nonostante fosse invece ristretto ai domiciliari. Una vicenda che ha davvero del surreale, ma che sarebbe accaduta davvero. Due giorni fa a Santa Maria di Licodia (ma trapelata soltanto oggi).
Lui 62enne del posto, che in barba agli arresti domiciliari, sembrerebbe abbia deciso di fare due passi. E mentre si trovava dove non doveva, in strada, avrebbe visto transitare i Militari dell’Arma, spaventato sarebbe corso verso casa dove si sarebbe chiuso. Pare però che anche i Militari si siano accorti della fuga dell’uomo e così lo avrebbero seguito suonando al portone della sua abitazione. Il 62enne anziché aprire la porta ai Carabinieri avrebbe preferito correre al secondo piano di casa e lanciarsi nel vuoto, atterrando prima su di un camion e rimbalzando poi a terra. In un primo momento si era temuto il peggio in quanto era privo di coscienza sull’asfalto ma si è poi ripreso. Sul posto è giunta un’ambulanza del 118, allertata dai Militari. Gli operatori sanitari hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso che ha trasportato l’uomo presso l’ospedale Cannizzaro a Catania dove rimane ricoverato, in prognosi riservata. Ha riportato fratture in più parti del corpo.
Si trovava agli arresti domiciliari (dal Novembre del 2014) per via delle minacce al sacerdote di Santa Maria di Licodia (Santino Salamone, che lo aveva più volte aiutato economicamente) dal quale esigeva sempre più denaro. Ma non è tutto, aveva inoltre rubato i soldi delle offerte dei fedeli della Chiesa Madre ed aggredito il parroco che era stato messo in salvo da alcuni parrocchiani.
Da un lato il sacro e dall’altro il profano si potrebbe dire e questo perché, il 62enne nei primi anni 90, si sarebbe reso protagonista di un altro episodio di cronaca: una violenta aggressione nei confronti dell’allora Arcivescovo di Catania Monsignor Luigi Bommarito, che fu sequestrato per oltre mezz’ora e minacciato con un coltello alla gola.

Scrivi