Pina Mazzaglia

SANTA MARIA DI LICODIA – Un avviso pubblico come tanti. Se ne trovano in giro in tutte le città, di ogni genere e natura: ordinanze, regole, prescrizioni, procedimenti. Siamo ormai abituati a trovarli affissi sui muri, nelle vetrine dei negozi, bar, dei tanti locali commerciali, o nelle bacheche degli uffici pubblici, e, tra le corse ansimanti di tutti i giorni capita spesso di non accorgersene nemmeno. Ma un’occhiata, ogni tanto, sarebbe meglio darla, ai tanti “segnali” che ci vengono inviati dalle istituzioni, sia pubbliche che private. Come questo avviso che ci è capitato di leggere e che comunica di “una disinfestazione del centro urbano”. Ci siamo chiesti di primo acchito dove fosse la firma del sindaco. Non l’abbiamo trovata. Poi trattandosi di una disinfestazione ci siamo chiesti di che tipo. Ma nessuna indicazione è fornita. Che si tratti forse, di una disinfestazione in vista dell’imminente esplodere del caldo estivo…? Beh siamo già a settembre e l’esplosione del caldo è già a avvenuta nostro malgrado. Per cui l’irrorazione di prodotti chimici contro zanzare, zecche, blatte, moscerini ed insetti nocivi per una bonifica del territorio in vista della stagione calda, poteva essere avviata anche mesi or sono, proprio sotto l’acuirsi del caldo e in prossimità dello schiudere delle uova, la nascita e la proliferazione delle larve per evitare che queste provvedessero a loro volta di depositare altre uova fecondate. Ma non abbiamo letto dell’uso di principi attivi alla deltametrina. Per cui la lotta non è contro gli insetti. O si tratta invece di derattizzazione? Cioè della lotta a quell’animale da sempre “domestico” che è stato visto per millenni dall’uomo come una presenza estranea e quindi inquinante? Purtroppo ancora oggi l’esistenza continua a essere avvertita: ipernutriti dai rifiuti di una società fondata sul consumismo, sullo spreco dei tanti prodotti, protetti in tiepide e sterminate fogne, i topi si sono insediati nel cuore di tutte le metropoli prefigurando un esercito nero e minaccioso pronto a divorare e a distruggere. Ma, la nostra domanda non ha trovato risposta nemmeno stavolta, poiché non abbiamo trovato nessuna indicazione che fornisse l’uso di principi attivi, per esempio al difenacoum. Probabilmente, allora, ci troviamo davanti a un caso di infestazioni di origine tropicale…? Può essere…, visto che le vacanze sono finite e magari qualcuno tornando in paese da un viaggio ai tropici ha accusato malori strani, da malattia infettiva tropicale appunto, causata da un virus… Ma nulla leggiamo nello specifico… Così come non leggiamo dell’autorizzazione del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale Locale nell’ambito dei provvedimenti pubblici di carattere igienico-sanitario, dell’ordinanza del sindaco, del l’autorizzazione dell’Assessore ai servizi pubblici… ect, ect… E purtroppo le nostre domande non finiscono qui. I prodotti sono stati autorizzati dal Ministero della Sanità come Presidio Medico Chirurgico? Appartengono all’ultima generazione di formulati per la cura dell’ambiente e la tutela della salute pubblica? Si legge solo che: I cittadini sono pregati di tenere le imposte chiuse e di ritirare panni o vestiti (e qui si diventa pignoli, o quelli o quegli altri), ma solo se appesi ad asciugare (per cui umidi). Ma nulla aggiunge su quant’altro sta a contatto con suolo e aria pubblica… Chissà se i cittadini in questione abbiano pensato di ritirare dai loro balconi piante

aromatiche come basilico, prezzemolo, salvia, o rosmarino…? Questo non lo sappiamo. Non era indicato. Noi ci auguriamo che l’abbiano fatto, ai fini di non peggiorare ancora di più le condizioni sanitarie della fauna del piccolo “centro urbano”.

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