Sant’Agata la fede per cancellare l’oltraggio

di Elisa Guccione

CATANIA- Devoti, credenti ma anche atei indignati da tanta maleducazione si sono riuniti, con il capo chino e candele in mano, davanti alla storica “Fonte Lanaria”, in via Dusmet, profanata con feci presumibilmente umane, per chiedere perdono. Si sono dati appuntamento, attraverso la pagina facebook “Devoti di Sant’Agata”  gestita da Giuseppe Mirabella, per una fiaccolata e un rosario cercando in qualche modo di rimediare al blasfemo gesto.12631408_1103253063028011_9019300128976538160_n

“Catania è una città senza controllo – racconta arrabbiato e commosso un cittadino durante il momento di preghiera ai nostri microfoni – Sant’Agata non si tocca. Un comportamento simile è ingiustificabile. Chi l’ha fatto, probabilmente, non sarà mai rintracciato ma se voleva colpire la comunità l’ha fatto nel peggiore dei modi”.12417646_1103252493028068_1494388464902296104_n

Ognuno fa delle ipotesi e dà delle possibili spiegazioni, ma tutti nessuno escluso sono pervasi da una grande rabbia e un forte dolore: “Credenti o non, quest’evento sconvolge tutti”.

È certo, come ha dichiarato Enzo Bianco, che un gesto simile offenda profondamente la città e i suoi abitanti, perché non è solo un oltraggio religioso ma anche civico e morale: “Per questo invito i miei concittadini a denunciare sempre chi, con questi comportamenti, offende la nostra comunità civile”.

Dall’ufficio stampa della Basilica Cattedrale di Sant’Agata a tale atto  vandalico deliberato rispondono: “La Comunità della Basilica Cattedrale di Catania, appresa la notizia dell’imbrattamento di Sant’Agata, è vicina a quanti si sentono offesi da tale gesto incomprensibile ed è fortemente dispiaciuta che l’immagine lì riprodotta della Santa Patrona sia stata destinataria di un’azione tanto sconsiderata, sia per ciò che rappresenta dal punto di vista devozionale che da quello storico artistico. Chiunque abbia agito così, non ha chiaro il senso religioso, dell’arte e quello civico; dunque, mentre si condanna quanto compiuto, si prega per la conversione dei cuori induriti e delle coscienze annebbiate, poiché incontrino l’amore di Dio. La bellezza e la purezza di Sant’Agata, vergine e martire, in nessun modo può essere lesa da simili tristi eventi; Agata, con la vita e con il martirio, insegna che è il peccato ad imbrattare i cuori molto di più che queste sozzure, a tenere l’uomo fuori dal Padre misericordioso e dalle opere di misericordia”.12657889_1102954966391154_1744351521431588490_o

Adesso lo storico altare votivo, che ricorda il momento in  cui i cavalieri Goselmo e Gisiliberto riportarono le spoglie di Agata da Costantinopoli a Catania, è pulito ed attorniato di rose e candele, ma resta una grande senso di vergogna e amarezza per quanto accaduto difficilmente da eliminare. “Con questa fiaccolata vogliamo chiedere scusa alla nostra Sant’Aituzza e dimostrarle che i suoi figli sono e saranno sempre accanto lei”.

Elisa Guccione

 

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