Katya Maugeri

«Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere, ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore».

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni verbi: il verbo amare, il verbo sognare”. Inizia così il libro di cui vi parlerò oggi. Un’analisi approfondita sull’approccio giornaliero alla lettura, esaminando varie fasi dello sviluppo di un individuo, è così che Daniel Pennac in “Come un romanzo”, riesce brillantemente a mostrare alcune storture comuni con le quali spesso si tende ad allontanare i giovani dall’amico fidato, il libro. come un romanzoDaniel Pennac, professore di francese da circa vent’anni in un liceo parigino in questo testo affronta un problema che non è solo dei suoi ragazzi: il disinteresse per i libri che la nuova generazione manifesta in modo così eclatante: il libro deve essere parte della formazione dell’uomo, che parte dal bambino che ascolta incantato le fiabe lette dai genitori, per passare all’adolescente che si ribella e combatte contro la monotonia dei testi obbligatori scolastici, fino ad arrivare al vero lettore. Il testo è diviso in brevissimi capitoli, scritti in maniera discorsiva, semplice, affascinante, un linguaggio che arriva dritto al cuore. Al cuore del lettore, di chi di lettura si nutre e senza la quale sentirebbe un enorme vuoto. “Come un romanzo” parla di tutti noi, di chi ama i libri e di chi vive un rapporto conflittuale come l’adolescente descritto da Pennac, il quale si ritrova dinanzi a un romanzo noioso e al quale si sente incatenato. Descrive l’importante ruolo rappresentato dai genitori che non dovrebbero imporre la lettura, questa avversione nella fase adolescenziale – così descrive l’autore – è certamente rappresentata dai programmi scolastici, dalle varie distrazioni: l’epoca dell’audiovisivo e dalla tivù, per fare un esempio.
Pennac ci fornisce un’infinità di riflessioni relative alla lettura, sul tempo che dedichiamo ai libri e all’amore per la letteratura: «Quando questi adolescenti saranno riconciliati coi libri, percorreranno volentieri il cammino che va dal romanzo al suo autore, dall’autore alla sua epoca e dalla storia letta ai suoi molteplici significati». Esaminando tecnicamente ogni sfaccettatura ed elencando quelli che sono i motivi, dal suo punto di vista, per cui un ragazzo decide che la lettura sia un momento troppo impegnativo decidendo così di non approfondirla. Il nostro caro autore gioca abilmente, affascinando il lettore, con la parola “ligoter”, che nello slang francese vuol dire sia “leggere” e sia “incatenare”, scrive: «Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola, ecco che “Come un romanzo”si rivela un saggio di come un libro, viene vissuto da varie categorie di persone: dallo studente, all’insegnante, all’adolescente, e ne descrive persino i cosiddetti “Diritti del Lettore”: diritto di non leggere, di non finire un libro, di rileggere, di leggere qualsiasi cosa, diritto al bovarismo, di spizzicare, di leggere a voce alta e diritto di tacere. Un libro breve e ricco di suggerimenti che esaltano lo stile sublime di Daniel Pennac.

daniel pennacLa lettura è una grande maestra, insegna a confrontarsi, ad arricchire il nostro bagaglio emozionale, ad aprirci totalmente alla vita esplorando mondi e dinamiche a noi sconosciute. Inutile rifugiarsi all’interno di involucri di finte scuse: mancanza di tempo, stanchezza, fattori esterni, il tempo dedicato alla lettura è un percorso di crescita personale, mai una perdita di tempo, poiché lui stesso afferma: “Il tempo per leggere è sempre rubato, come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare”.

Laddove la lettura è presentata come dovere, Daniel Pennac la pone invece come diritto, piena libertà dunque nell’approccio individuale alla lettura perché “le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere”, ecco che la lettura – dichiara l’autore – è un modo di essere.  Un amore incondizionato che non richiede nulla in cambio. Un libro ironico, piacevole, ricco di riflessioni stimolanti, e proprio come un romanzo, cerca di divulgare un messaggio ben chiaro, nessuna forma di “razzismo culturale” – a priori – nei confronti di chi sceglie di non leggere, è piuttosto un invito alla comprensione intellettuale, un libro su cui meditare, come tutte le opere di Pennac, un inno alla lettura, un gioiello letterario da custodire gelosamente.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi