Katya Maugeri

«Mantenere: era il mio verbo preferito. Comportava la promessa di tenere per mano».

Il calore sulla pelle, gli odori di una stagione che scalda i pensieri, mete da raggiungere e foto da conservare. Ma l’estate è anche la stagione delle letture in pieno relax! Scegliere con cura i libri da portare con sé per intraprendere il viaggio più importante, quello della lettura.

Un passato che odora di salsedine, frammenti di un’infanzia da sigillare, lo sguardo di un ragazzino che vede il proprio corpo mutare, il suo spirito e la sua anima diventare grandi. Nonostante la sua volontà, conoscerà persino l’amore. Pagine dal sapore dolce e salato quelle che ci regala, ancora una volta lo scrittore Erri De Luca con il suo splendido “I pesci non chiudono gli occhi” edito da Feltrinelli.
A parlare è un ragazzino di dieci anni che racconta la propria estate sull’isola di Ischia, isola in cui De Luca ambientò anni prima, “Tu, mio”. _Ipescinonchiudonogliocchi_1316120648L’incontro con il primo amore rivelerà la consapevolezza di un corpo che sta mutando, attraverso l’amore conoscerà anche il dolore fisico causato da altri ragazzini che lo affronteranno in spiaggia, in quella spiaggia dove amava rifugiarsi, in quell’altrove nel quale si sentiva forte. Il protagonista che De Luca delinea come solo lui sa fare, trascorre il suo tempo tra libri e ghiaccioli comprati sempre alla stessa ora. Una narrazione sublime, malinconica e raffinata che coinvolge emozionalmente il lettore fino a condurlo all’interno di un’infanzia narrata con un filo che non si spezza. Il ricordo di un cinquantenne che non dimentica. Lontano dai luoghi affollati l’odore del mare, la sua essenza sembra sussurrare la più importante delle verità «Sul mare non è come a scuola, non ci stanno professori. Ci sta il mare e ci stai tu. E il mare non insegna, il mare fa, con la maniera sua». Questo è un testo di una poeticità disarmante, la capacità di Erri De Luca di narrare ciò che l’anima custodisce, rimane unica e accattivante.

ErriDeLuca_siciliajournal.itUn autore che mantiene viva l’emozione dei ricordi che gli eventi tentano a oscurare, lui possiede una lampada dalla fiamma coraggiosa che sfida il vento e la volontà – a volte – di rimozione. Attraverso il suo romanzo ripercorriamo la capacità di vedere le cose con occhi diversi, quelli di un bambino curioso, intrisa di curiosità genuina che verrà messa alla prova dalla sofferenza, componente importante e imprescindibile del percorso umano. Un libro dai dialoghi intensi, intrisi di un’emotività che fa centro nel cuore del lettore. Si ritorna indietro, si rimane dinanzi al mare a soffermare silenziosamente il nostro vissuto, il coraggio che ogni adolescente deve trovare per superare una fase importante e immergersi in quella nuova avventura fatta di cicatrici e cambiamenti, rinunce e prese di coscienze che condurranno, inevitabilmente verso la maturità. Un passo indietro, quello dell’autore che ci regala l’ebrezza del primo amore, delle prime promesse, delle più intime rivelazioni: «Prima di questa estate lo leggevo nei libri e non capivo perché gli adulti si scaldavano tanto. Adesso lo so, fa succedere cambiamenti e alle persone piace essere cambiate». Erri De Luca ci narra la bellezza e l’autenticità del sentimento, ci porta dinanzi alla rabbia e alla sua splendida Napoli, una leggerezza che non è superficialità ma capacità di volare oltre le pagine per catturare ancora una volta l’essenzialità della letteratura che diventa mezzo, mediante il quale raggiungere luoghi della nostra memoria ben nascosti.
I pensieri di un uomo adulto che descrive l’accettazione del proprio vissuto attraverso una narrazione dolcissima di chi dimentica, ama e ricorda, un uomo che narra della psicologia infantile ricostruendo un percorso costituito dai valori della vita, di quella vita che non può essere vissuta pienamente se non riusciamo a voltarci e a guardare nitidamente il nostro passato. E un presente che ha il suono delle onde, il passo morbido di chi cammina sulla sabbia, di chi volge lo sguardo verso il sole, un percorso intriso di emozioni, di dolori e di mani strette l’una all’altra, perché “mantenere” diventi la promessa universale da custodire per sempre.

K.M.

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