Dopo il successo di Sagesta, intervista con la prima ballerina dell’Opera di Bordeaux

È andato in scena, nella suggestiva cornice del Dionisiache Calatafimi Segesta Festival 2015, “Ritratti D’Amore”, quattro quadri di danza e balletto al Teatro Greco, sostenuto dal Comune di Calatafimi Sagesta e dal sindaco Vito Sciortino, curato da Patrizia Campassi (direttore artistico e organizzativo della serata) in collaborazione con la Direzione dell’Ariston Proballet Italia.

A interpretare le varie forme dell’amore: Sara Renda – prima ballerina Opera National de Bordeaux, Roman Mikhalev – etoile opera National de Bordeaux, Alvaro Rodriguez Pinera – solista opera National de Bordeaux, su coreografie di Charles Jude e di Marcello Algeri.

A brillare sul palcoscenico, una stella italiana che sta crescendo professionalmente all’estero. 24 anni, siciliana, semplice nei modi e dal carattere dolce e tenace, Sara Renda è un talento che Patrizia Campassi ha scoperto e aiutato a emergere. Conosciuta bambina durante una delle edizioni del Festival “Arenzano in Danza”, Patrizia Campassi (ideatrice e direttore artistico) l’ha voluta per la serata di Gala dell’edizione del ventennale, svoltasi lo scorso luglio nella cittadina ligure. In quell’occasione è stato conferito a Sara Renda il premio DanzArenzano Arte, omaggio alla sua capacità artistica e riconoscimento del duro ma proficuo lavoro svolto in questi anni.

Patrizia Campassi e Sara Renda si incontrano nuovamente per un bilancio di fine estate e qualche considerazione sul mondo del balletto attuale.

Cosa significa essere ballerini oggi in questo momento tanto difficile per l’arte?

“E’ complicato in quanto ci sono molte scuole internazionali di alto livello e trovare lavoro è sempre più duro. La qualità dei danzatori si è alzata e per emergere ci vogliono lavoro, studio e capacità”.

Quanto incide la formazione svolta in una grande Accademia come quella del Teatro alla Scala, dove tu ti sei formata, ai fini lavorativi, per un futuro danzatore?

“Moltissimo perché questo tipo di formazione dà solide basi. Io mi sono avvicinata alla danza con lo stile moderno, ma alla Scuola Teatro alla Scala mi sono formata sia fisicamente che mentalmente. Magari in altre scuole, con altra formazione, il mio futuro sarebbe stato diverso. Ricordo un cambiamento totale di vita: già da adolescenti – poco più che bambini – si vive da soli, si studia e si frequenta la scuola di sera dopo le lezioni e le prove, si impara a cucinare e a provvedere a se stessi. Auguro ai ragazzi che vogliono diventare danzatori di poter frequentare Accademie importanti e insegnanti “capaci”.

Sei stata recentemente nominata prima ballerina all’Opera National de Bordeaux. Prima di potersi affermare in Italia, bisogna essere riconosciuti all’estero?

“Io ho trovato la mia strada fuori dall’Italia, ho fatto anni di gavetta, ricoperto ruoli da solista, ho avuto occasioni di ballare con etoile che mi hanno scelta come partner: di recente ad esempio, Giuseppe Picone per un suo importante Gala internazionale. Ho lavorato molto e sto creando la mia vita all’estero. Se in Italia mi dovessero invitare come ospite tornerei molto volentieri, ma solo in via occasionale: per ora preferisco le opportunità in terra straniera, in futuro… vedremo”.

Amore e lavoro: come si trova il tempo per tutto?

“Si riesce sempre a trovare il tempo per l’amore, che è al primo posto in assoluto. Anche la danza, se vogliamo, è una forma di amore”.

Ad Arenzano sei arrivata bambina e sei tornata come prima ballerina. Cosa rappresentano per te “Arenzano in Danza” e il premio che ti è stato assegnato “DanzArenzano Arte”?

“Ad Arenzano è iniziato tutto e dopo avere conosciuto te, Patrizia, e Marco Pierin, è avvenuta la mia svolta: mi avete indirizzata alla Scuola Teatro alla Scala e non mi sono più fermata. Il premio non me l’aspettavo proprio! Ero entusiasta all’idea di tornare su quel palcoscenico, avevo quasi paura. Ad Arenzano in Danza avevo vinto alcune edizioni del Concorso da bambina, ma tornare da adulta sapendo che il Festival ha ospitato i più grandi nomi della danza è stato molto emozionante! Quindi… ringrazio te, alla quale sono molto legata affettivamente, e il Comune di Arenzano per questo premio”.

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