SAVOCA – In un contesto italiano in cui spesso prevale una logica prettamente manageriale, la quale predilige i grandi numeri di ‘esposizioni’ temporanee ad una programmazione scientifica a lungo raggio che, prima di ogni cosa, interessi la tutela e la salvaguardia dei beni culturali, “Save the soul of Savoca”, iniziativa ideata e portata avanti da un gruppo di giovani savocesi per salvare i dipinti della chiesa di S. Michele, è un lodevole esempio di come l’impegno e la dedizione dei singoli possano contribuire a restituire ad un’intera comunità un’importante tassello della propria storia. Questo il messaggio dei promotori: anche con una donazione di 1 euro si contribuisce al restauro dei dipinti della chiesa, fondata nel medievo come cappella del castello e sede dell’archimandrita del SS. Salvatore di Messina; il risultato finale sarà il frutto della compartecipazione e della coesione di un gruppo.

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“Save the soul of Savoca”, primo caso di crowdfunding finalizzato al restauro di beni culturali in Sicilia e riguardante una piccola chiesa in un piccolo borgo, nasce dalla volontà di restituire la chiesa di S. Michele alla comunità di Savoca e non solo, mettendo in sicurezza e restaurando i pregiati dipinti murali settecenteschi ed avviando, allo stesso tempo, delle ricerche a carattere scientifico, nonché storico ed artistico. Il Comitato, composto dai giovani savocesi Stefania Pasquale, Marta Rigano, Antonello Mantarro, Antonio Triolo, Onofrio Triolo, Benedetta Cicala, Lucia Pasquale, Domenico Salemi Scarcella, è nato in seno alla Parrocchia S. Maria Assunta e Confraternita di S. Lucia dell’Arcipretura di Savoca ed è stato fin da subito sostenuto, in questa iniziativa, dal parroco don Agostino Giacalone, dal sindaco Antonino Bartolotta e dall’intera amministrazione comunale.

San Girolamo                    Sant'Agostino

(foto realizzate da Studio-58.it)

“La campagna è stata organizzata in due macrofasi: una tecnica ed una divulgativa – hanno affermato Stefania Pasquale e Marta Rigano – Sono state condotte delle indagini scientifiche e diagnostiche, le quali hanno attestato che non si tratta di affreschi bensì di dipinti, eseguiti sull’intonaco asciutto con un legante di natura proteica, rivelato dalla fluorescenza ultravioletta. Le ricerche archivistiche hanno riportato alla luce un documento del 1308, dal quale si apprende che in quel periodo nella chiesa veniva celebrato il rito bizantino, e diversi altri, ancora in fase di studio. Dalla scritta presente in uno dei dipinti è stato possibile rinvenire l’identità del committente del ciclo pittorico (eseguito nel 1701), il reverendissimo Vincenzo Miuccio, cappellano in questa chiesa dal 1680 al 1700. In seguito, prima di avviare il crowdfunding, è stato richiesto alla Geraci s.r.l. di Messina il preventivo di spesa complessivo e per ogni singolo dipinto, in modo tale da avviare, non appena raggiunta la somma sufficiente, il restauro dei primi dipinti del transetto. Lo scorso 6 agosto abbiamo presentato il progetto con una conferenza. Sono stati realizzati dei gadget (magliette, segnalibri, locandine) ed altri se ne aggiungeranno in seguito, in modo tale da creare una sorta di microeconomia per sostenere il progetto. Attraverso il sito internet www.savethesoulofsavoca.com e la pagina facebook savethesoulofsavoca stiamo cercando di coinvolgere quante più persone è possibile, in quanto proprio la scelta del crowdfunding implica la partecipazione e la creazione di una comunità che sostiene il progetto in svariati modi. Infatti, ad esempio, il sito web, la grafica, lo spot promozionale sono stati donati gratuitamente da professionisti al fine di sostenere l’iniziativa. Il sito web per noi è davvero importantissimo in quanto ci dà la possibilità di rendicontare e documentare le fasi del restauro ed inoltre offre l’opportunità a tutti di contribuire”.

Il Comitato sta lavorando alla creazione ed organizzazione di diverse iniziative per continuare a promuovere e sostenere il progetto, tra cui sicuramente la realizzazione di pubblicazioni scientifiche e storico-artistiche, contest fotografici attraverso i social network, esposizioni e concerti.

A proposito dell'autore

Il sodalizio con l’attività giornalistica trova le sue origini in tempi remoti: dalla prima macchina da scrivere Barbie al giornalino della scuola elementare…dalla tessera professionale dell’Ordine dei giornalisti ad una totale identificazione con la scrittura come inscindibile alter ego. Particolarmente incline allo studio della storia dell’arte, amo aggirarmi per musei, biblioteche ed archivi, immancabilmente munita di penna, taccuino, reflex, viaggiando alla scoperta di ingiallite pagine di storia ed incantevoli tesori nascosti.

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