Tra Antonino Pulvirenti e il Catania calcio è davvero finita. Il presidente, coinvolto nell’operazione “I treni del gol”, ha rassegnato le dimissioni da ogni carica all’interno della società rossazzurra. A sostenerlo è il suo avvocato Giovanni Grasso. Pulvirenti ha lasciato dopo il terribile “terremoto” che si è abbattuto sul club etneo e sulla sua persona. Pulvirenti si è dimesso per poter meglio preparare la sua difesa dalle pesanti accuse di frode sportiva che gli vengono mosse e per separare la sua vicenda da quella del Catania Calcio.Inoltre, l’avvocato Grasso è convinto che gli atti d’accusa non siano “così saldi: il reato consiste nel contatto diretto col giocatore e nelle intercettazioni lette non c’è riscontro di questo per il mio assistito”. L’imprenditore di Belpasso, che ha costruito un impero di supermercati, catene alimentari, alberghi, la Wind Jet e la gestione dell’Etna Golf Resort di Castiglione di Sicilia, aveva rilevato il Catania calcio nel 2004 dopo aver mollato l’Acireale. Lunedì Pulvirenti verrà interrogato dagli inquirenti. CalaioIntanto le indagini proseguono a ritmo serrato. E tra i possibili indagati è spuntato anche il nome di Emanuele Calaiò. L’attaccante palermitano di nascita pare coinvolto nell’inchiesta. Risulterebbe una intercettazione il giorno della gara Catania-Ternana. Gli inquirenti a tarda sera ascoltano una telefonata tra il centravanti e Delli Carri. Il direttore sportivo chiede se anche a lui il presidente Pulvirenti abbia chiesto la conferma della combine e “l’interlocutore conferma che la terza persona gliel’ha chiesto alla fine del primo tempo”. Lo scandalo si allarga a macchia d’olio. E la posizione del Catania calcio rischia di precipitare ulteriormente.

 

 

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