Anche LiberaMotta e M5S nella bufera!

di Gianluca Virgillito

MOTTA SANT’ANASTASIA – Dopo i fatti dei giorni scorsi, che hanno visto il M5S denunciare il candidato Anastasio Carrà, colpevole d’aver copiato il programma, è toccato a Danilo Festa, candidato sindaco di LiberaMotta, finire sulla graticola. Infatti, nello stesso stile della denuncia fatta in precedenza, sono apparse delle foto, corredate da pungenti battute ironiche, che testimoniano la copiatura di intere frasi. 10174833_563512633767013_6997306914058103045_n Anche in questo caso sono arrivate le ammissioni di colpa del partito, che si è assunto le proprie responsabilità: “E così adesso anche noi siamo coinvolti in questo gioco. Anche noi con le nostre colpe. Colpe di cui ci prendiamo la responsabilità. Non neghiamo niente. Non è nel nostro stile. Alcuni punti, diciamo anche (cosa che nessuno, neanche il più corretto degli ipercorretti, si prende la briga di fare) tre paragrafi, su un programma di quindici pagine, sono stati copiati da un altro testo. Qualcuno si è preso la responsabilità per questo. Ha commesso un errore. Qualcuno che però nessuno di noi si sente  di incolpare in alcun modo. Perché questo qualcuno che ci ha messo sempre tanto impegno, passione, tenacia, ha studiato i programmi di tanti paesi virtuosi del nord per trovare soluzioni ideali (che è esattamente quello che un buon amministratore deve fare) e che ha commesso lo sbaglio di copiarli anziché riscriverli, se decidiamo che di sbaglio si tratta. Non lo incolpiamo perché sappiamo che sempre e in ogni caso ogni sua azione è fatta in buona fede. Non lo butteremo certo fuori. Non lasceremo che sia lui solo a portare questo macigno.

Noi tutti ci prendiamo le responsabilità. Tutti.

1939948_563512593767017_2926591192859313097_nMa ci teniamo a ribadire, perché di certo i puristi della politica e della precisione non si prenderanno la briga di fare neanche questo, che il nostro programma nasce da settimane di lavoro, dai tavoli tecnici, dall’impegno di tanta gente. È un programma che esce dalla nostra idea di paese. E questo è incontestabile. Ci scusiamo se le parole che abbiamo usato (alcune parole) sono state già usate dagli altri. Bisogna gettare via un progetto che rimane libero e onesto per una manciata di parole, per una questione di forma e di retorica? La risposta va agli elettori”.

10313081_680474785323058_4280419771287552470_nMa non solo LiberaMotta è finita nella bufera. Anche il Movimento Cinque Stelle, che si è affrettato a pubblicare le citazioni presenti nel proprio programma, ha scatenato l’ira degli avversari politici. Questo il commento di LiberaMotta: “Anche il programma dei nostri paladini infatti ha ad esempio un bel copia incolla da un altro candidato sindaco. C’è anche una dichiarazione del sindaco Gianmaria Manghi che però i nostri hanno fatto propria incorporandola nel testo. C’è anche la citazione della fonte che appare in una seconda versione di poche ore fa, ma non in quella originale. Cose poco gravi nel complesso, magari non avevano voglia di modificare le parole, magari così è stato più facile. Chissà. Avranno avuto i loro motivi. Non pensiamo certo che siano persone indegne per un copia incolla. Neanche quando questo copia incolla, preso da un libro e non più da un programma viola le leggi del copyright.
La questione diventa molto più grave però quando la strategia di queste persone prevede l’assalto sistematico a tutti i rivali. In quel caso magari mettere un virgolettato o citare la fonte all’inizio e non dopo giorni e per paura delle ritorsioni, oppure riscrivere ogni cosa di sana pianta, sarebbe stato molto più di buon gusto.

Potremmo probabilmente andare avanti, trovare altri passaggi del loro programma modificati in corso d’opera nelle ore appena passate. Ma davvero, non ci interessa. Lasciamo questi passatempi ad altri”.

 Ormai si è scatenato un circolo vizioso in cui si cerca a tutti i costi di screditare il lavoro degli altri, in cui si pensa poco al proprio “dovere” di politici. In questo contesto sarà difficile valutare l’autenticità e la voglia di tutti gli elementi coinvolti in queste diaspore. Si ha davvero voglia di risolvere i problemi del comune mottese? O questa “guerra” politica è combattuta solo per il raggiungimento dei propri scopi personali? Forse sarebbe il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare.

Gianluca Virgillito

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