di Nicoletta Castiglione

CATANIA – Catania si prepara allo sciopero generale dei lavoratori, che si terrà il 12 dicembre a livello nazionale, e che nella città etnea ospiterà la manifestazione indetta dalla Cgil e dalla Uil. Il dissenso verso le più recenti manovre politiche riguardanti la riforma della Pubblica amministrazione, il Jobs Act, la legge di stabilità e soprattutto la politica economica del governo Renzi, prevederà l’astensione lavorativa per un’intera giornata e riguarderà le sezioni pubbliche e private.

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Oggi, in conferenza stampa sono state spiegate le motivazioni della protesta sindacale, attraverso le parole dei segretari Cgil e Uil di Catania, Giacomo Rota e Fortunato Parisi, parole dure e piene di amarezza, che hanno voluto mettere in luce le attuali condizioni di una città, duramente penalizzata, a detta loro, dalla legge di stabilità del governo Renzi. Una legge che immediatamente priverà Catania di dieci milioni di euro, e tutto il Sud dei finanziamenti necessari al superamento della crisi attuale.
“Vi faccio un esempio – esordisce il segretario provinciale della CGIL, Giacomo Rota –: hanno sbandierato tre anni di finanziamento per le imprese che assumono lavoratori, ma in Sicilia già c’era questa legge, si chiama Legge 407, immaginate cosa significherebbe estenderla in tutta Italia. Spiegatemi perché un imprenditore dovrebbe venire ad investire al Sud se non ha provvidenze speciali, avendo il credito che costa di più, l’energia elettrica che costa di più, problemi nei trasporti insormontabili e il rischio d’impresa che ti da la criminalità organizzata?!” E’ stato poi preso in esame il problema del Jobs Act , e dell’inutilità progettuale degli interventi dell’attuale Governo, che secondo i sindacati, è formato da un cumulo di promesse vane ed inconsistenti, come quelle di risolvere l’annoso nodo dei contratti anomali dei call center  della provincia etnea. Problema ancora presente sul territorio, e che non sarebbe stato affrontato adeguatamente da Renzi  e dal suo entourage.

10685557_10200242697505539_2092638235535350292_n Ma su tutto si leva rabbiosa la voce dei segretari a proposito della recente visita del capo del governo a Catania. Nonostante la richiesta fatta dal sindaco di Catania, Matteo Renzi non avrebbe incontrato le parti sociali per mancanza di tempo. Una motivazione ritenuta gravissima dai segretari Cigl e Uil, che ricordano invece la signorilità del presidente Napolitano nel rispettare i protocolli.
“Questo sciopero non avrà carattere politico ma sociale – sottolinea Fortunato Parisi, della UIL –. L’attuale capo del governo sembra l’inviato dei poteri forti e disdegna i piccoli lavoratori, collabora con l’Europa ignorando le reali esigenze del Paese. Purtroppo le manifestazioni dei prossimi giorni non vedranno scendere in campo con noi la Cisl, ma ci auguriamo che presto si possa tornare a discutere su un tavolo unitario dei problemi provinciali”.
La manifestazione, concludono i segretari, avrà carattere aperto e democratico, una festa dei sindacati e dei lavoratori ,che in maniera pacifica grideranno il bisogno di superare la crisi.

 

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