“Le spese della Presidenza del Consiglio lievitano, mentre gli enti locali vengono falcidiati da raffiche di tagli che si riflettono sui più elementari diritti: solidarietà, istruzione e sicurezza delle scuole, salute, lavoro dignitoso.

Ciò pesa soprattutto a Catania, frontiera della crisi. Per questo, al di là degli schieramenti politici, la Uil assieme alla Cgil ha chiesto la mobilitazione degli amministratori locali della nostra provincia perché partecipino con lavoratori, precari, disoccupati, casalinghe, studenti e pensionati allo sciopero di venerdì e alla manifestazione in programma a Catania”. Lo afferma il segretario generale della Uil etnea, Fortunato Parisi, commentando i dati del “Quarto Rapporto sui Costi della Politica”, che è stato diffuso dal Servizio nazionale Politiche Territoriali Uil. Il report è stato elaborato sulla base dei preventivi di spesa 2013 e 2014, anche tenendo conto della manovra di assestamento del Bilancio dello Stato.

“E’ sconcertante – afferma Fortunato Parisi – notare come Palazzo Chigi, in buona compagnia con altre istituzioni centrali, non badi a spese proprio quando noi della Uil, dopo un confronto con alcuni sindaci del Catanese, siamo invece costretti a constatare la sempre più esigua disponibilità di risorse per servizi essenziali ai cittadini: ad esempio l’assistenza domiciliare, la refezione scolastica e le politiche abitative. Negli enti locali dobbiamo giornalmente fare i conti con il segno “meno”, intanto le spese della Presidenza del Consiglio sono aumentate del 5,6 per cento e quelle degli uffici di diretta collaborazione dei ministri sono cresciute dell’1,3 per cento”. “Mentre noi denunciamo la sempre più inquietante condizione di istituti scolastici, uffici pubblici e ospedali a Catania e provincia – conclude il leader della Uil catanese – ci chiediamo perché nel 2014 siano previste per il solo funzionamento della Presidenza del Consiglio spese che ammontano a ben 484.3 milioni di euro, cioè 25,8 milioni di euro in più rispetto al preventivo 2013. Curioso notare, sempre in base al Rapporto Uil sui Costi della Politica, che quella cifra con il governo Renzi è ulteriormente cresciuta di 6 milioni rispetto alle previsioni formulate a inizio anno dal precedente esecutivo. Ciliegina sulla torta, infine, i 204.4 milioni riservati ai soli uffici di gabinetto e agli altri apparati di diretta collaborazione dei ministri. Chissà se i signori dei Palazzi, prima o poi, vorranno confrontarsi su questi numeri con i sindacati. Magari, riuscirebbero a scoprire quanto i loro aumenti di spese potrebbero più utilmente essere destinati in favore di quella crescente fetta di popolazione che nelle nostre comunità è ormai precipitata sotto la soglia di povertà!”.

 

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