Daniele Lo Porto

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

CATANIA – Ritorneranno. Come, quando e – soprattutto – perché è un mistero. La nuova strana coppia della cultura catanese, il diafano islamico Pietrangelo Buttafuoco e l’istrionesco Ottavio Cappellani (del quale, lo dichiaro apertamente per togliere una freccia al suo arco, invidio la folta e lunga capigliatura leonina, anche se il codino è un po’ demodè) hanno però assicurato che StraCatania sarà un appuntamento seriale.

Nei giorni scorsi l’ uscita al S.A.L. di Seby Costanzo, imprenditore e generoso anfitrione, per l’occasione. Obiettivo dei due alchimisti “trovare antidoti al provincialismo catanese”, ma proprio l’esordio sembra essere stata una classica manifestazione di provincialismo.

unnamedL’orazione dei duo Buttafuoco-Cappellani ha richiamato il solito uditorio da comizio, prevalentemente di destra, forse perché – suo malgrado – il giornalista-scrittore viene ancora considerato tale, ma integrato da una rappresentanza dell’intellighenzia catanese di sinistra che si è ritrovata, di recente, antagonista di Enzo Bianco, per vicende legate allo Stabile. Proprio la critica al sindaco, ieri noto per i fiori, oggi per i nefasti interventi sulla viabilità e non solo, è il collante che mette insieme il redivivo Raffaele Stancanelli, che sgomita per far sapere che ancora esiste, e il professore Antonio Di Grado; l’austero Enzo Trantino e signore radical-chic, un direttore artistico in scadenza, post fascisti in cerca di sdoganamento e terze file della politica locale in cerca di un centro di riposizionamento permanente . Ci sono consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, tra questi Sebastiano Arcidiacono, che apprezziamo per equilibrio e preparazione, ma non quando vorrebbe che il direttore artistico di un ente culturale si scegliesse con un bando, come se fosse una figura burocratica.

unnamed6Insomma, diciamolo, è stato evento mondano questa Stracatania, esattamente come lo è la corsa per le vie cittadine dove chi non ha mai fatto un passo a piedi si infila maglietta e scarpe da jogging per farsi vedere sorridente e sudato. Molti di coloro che hanno partecipato sono usciti con un dubbio amletico: “E allora?”.

Sì, esatto: e allora? Pietrangelo Buttafuoco è grande oratore, affascina la folla, suscita consenso e applausi, con eleganza; Ottavio Cappellani fa il lavoro sporco: provoca con toni sanguigni, si presenta con il look da santone, ci manca poco che inviti alla catena umana per sprigionare energia cosmica. I due avrebbero poco in comune, forse hanno veramente poco, se non addirittura solo uno Stabile, passato non recentissimo di Buttafuoco, che ne fu presidente, e sogno nel cassetto per lo scrittore-blogger che vorrebbe indossare sotto la barba i panni di direttore artistico. Carica che – sia ben inteso – a chi scrive non interessa.

Tutto bello, tutto giusto: la polemica, la critica, la cultura prima di ogni cosa, l’iniziativa politica, ma non partitica, che però si concretizza in un non involontario tiro al piccione Bianco. “Noi ci siamo”, fanno capire i due, che dopo Baglioni e Morandi magari inizieranno un tour: #ScrittoriSTRAcoraggiosi.

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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