Alle manifestazioni organizzate dagli insegnanti destinatari dei provvedimenti di trasferimento conseguenti alla mobilità straordinaria prevista dalla Legge 107 ed alle successive richieste, alcuni USR del sud stanno rispondendo  con iniziative ideate per provare a ridurre i disagi. A Palermo si sono concluse in questi giorni le trattative con le OO.SS. che hanno portato alla redazione di un contratto integrativo che si sostiene potrebbe contribuire a limitare l’esodo grazie alle assegnazioni provvisorie.  E’ stata concordata infatti, la possibilità di utilizzazione degli insegnanti nel sostegno anche senza il previsto titolo di specializzazione, in subordine comunque ai possessori di titolo, in Sicilia sembrano esserci quasi 5.000 posti. L’opportunità è riservata a coloro che hanno già presentato domanda di assegnazione provvisoria che dovranno inviare, a integrazione, dichiarazione di disponibilità nei termini indicati dall’USR negli ambiti territoriali delle provincie siciliane.

Il numero di docenti provvisti di titolo di specializzazione per il sostegno è in realtà insufficiente a ricoprire la effettiva disponibilità di cattedre. Per gli incarichi conferiti ad ogni inizio anno dal USR, infatti, esaurita la loro disponibilità, si ricorre ormai da anni alla utilizzazione di docenti sprovvisti di titolo per la copertura. Molti di questi, in realtà, sarebbero però già dotati dei prerequisiti un tempo sufficienti per l’accesso al sostegno, che consistevano nell’aver maturato almeno 3 anni di esperienza di servizio nel sostegno. Anche per questo gli insegnanti in mobilità, alle soluzioni già suggerite, con la premessa della rimozione del blocco triennale, aggiungono l’auspicio che vengano creati per loro percorsi di accesso privilegiati alla specializzazione con i cosiddetti PAS. Non si riesce però a comprendere ancora se la misura prevista riuscirà realmente a contenere l’esodo.

Le domande di coloro che sono stati coinvolti nella mobilità straordinaria con sede fuori regione, andrebbero infatti ad aggiungersi alle migliaia di domande di assegnazioni provvisorie che pervengono annualmente agli USR, non essendo stato disposto, almeno in apparenza, alcun livello di priorità. Ciò significa che solo una parte degli immobilizzati potrebbero trovare soddisfazione alle proprie richieste. A prescindere comunque dagli sforzi finora manifestati dalle parti, gli insegnanti non si accontentano di soluzioni tampone che riducono i problemi temporaneamente e in maniera parziale, ma mirano a soluzioni definitive e a spettro più ampio; per questo si moltiplicano gruppi organizzati sui social network e blog, anche con l’obiettivo di spingere politica e sindacati ad affrontare con serietà i problemi generati per risolverli con interventi urgenti, seri e strutturali. Nel frattempo la maggior parte dei coinvolti nell’esodo dovrà comunque prendere servizio nelle sedi assegnate, già dal 1° settembre, e inizia a soffrire della precarietà dei collegamenti tipici della nostra isola.

Per coloro che dovranno spostarsi giorno 31 agosto, infatti, i mezzi, notoriamente limitati, scarseggiano. La disponibilità è ormai praticamente esaurita, persino nelle tratte ben servite, ed in quei rarissimi casi individuati, i costi di trasferimento risultano a dir poco proibitivi. In pochi i privilegiati sono riusciti ad organizzarsi, molti saranno invece costretti a muoversi in auto, anche per lunghi tragitti, o utilizzare improbabili combinazioni di tratte e mezzi di trasporto pur di riuscire a raggiungere la sede di servizio.

In attesa di conoscere la loro sorte, in attesa degli esiti delle assegnazioni provvisorie, ancora alla ricerca di una sistemazione definitiva, stanno organizzando la loro permanenza iniziale in residence, alberghi o B&B nei quali, oltre a pagare tariffe elevate per la stagione estiva non ancora conclusa, dovranno corrispondere anche la tassa di soggiorno, come fossero turisti. Insomma il periodo estivo è andato via tra domande, attese, proteste, uffici, burocrazia e organizzazione logistica e lo stipendio del mese di settembre è già ipotecato. Non è certo un buon inizio.

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