Riceviamo e pubblichiamo

Gentilissimi

Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell’Istruzione,

Approfitto dello strumento di comunicazione che offrite e della vostra venuta in Sicilia, a Palermo, per l’avvio dell’anno scolastico.

Sono il papà di un ragazzo disabile iscritto a frequentare, per l’anno scolastico che sta per iniziare, la seconda classe della scuola media.Come ogni anno per questi alunni, inizia un calvario a noi molto noto. A tutt’oggi non sono state nominate le assistenti igienico sanitarie previste per l’assistenza dei disabili a scuola. Lo scorso anno dopo pressioni e insistenze, mio figlio ha potuto iniziare ad andare a scuola a novembre. Quest’anno si ripete l’indecoroso rimando di responsabilità tra scuola e assessorati: manca l’approvazione del bilancio, la nomina della ditta a cui affidare il servizio. Dopo seguiranno gli immancabili ricorsi delle ditte escluse e forse, per Natale inizierà la scuola per questi cittadini senza diritti, senza voce.

L’inaugurazione dell’anno scolastico prevista per lunedì in questo senso è un insulto. Ma per chi sarà inaugurato? mio figlio lunedì vorrà andare a scuola a riabbracciare i sui compagni e i sui splendidi insegnanti, con cui ha costruito relazioni umane ed educative stupende. Ma per lui, e per gli altri ragazzi come lui, non c’è posto. Mi chiedo cosa dovrò dire a mio figlio lunedì, quando i suoi fratelli, con lo zaino in spalla andranno, e lui rimarrà a casa. Continuo a chiedermi se questa è la società che vogliamo costruire, anche attraverso la scuola.

Una società “che non tiene il passo dello zoppo e del cieco , dell’orfano e della vedova dell’anziano e della partoriente, non è una società, ma una accozzaglia di persone” (cit. Don Oreste Benzi). Questo il nostro sindaco e il nostro presidente del consiglio lo sanno? Li invito entrambi alla scuola Leopardi di Catania, prendiamoci un gelato insieme, offro io. Poi spiegheranno loro a lui perché non può andare a scuola.

Grazie,

Domenico D’Antonio, Catania

 

 

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