“La calda e giustamente insofferente estate degli insegnanti siciliani è dovuta anche alla mancata nomina delle sottocommissioni da parte della Direzione scolastica regionale, circostanza che ha bloccato l’inizio delle procedure di correzione – informatizzate – delle prove sostenute dai candidati al concorso a cattedra delle scuole primarie e delle scuole dell’infanzia, quando in molte regioni del Nord, invece, la macchina amministrativa di valutazione ha già concluso le operazioni di correzione degli scritti”: lo sottolinea il deputato etneo di Forza Italia, Basilio Catanoso che, in merito, ha presentato al Ministro dell’istruzione e dell’università una interrogazione.

Molti docenti siciliani si sono visti traditi nelle loro aspettative di vita, per un ritardo che non trova giustificazioni e a poco servono le rassicurazioni circa una accelerazione delle procedure di esame a settembre” prosegue il deputato Etneo che punta il dito anche contro la legge della cosiddetta “Buona scuola”. Per l’on. Catanoso, infatti, quest’ultima ha determinato “un vero e proprio esodo, che altri chiamano addirittura ‘deportazione’, degli insegnanti siciliani verso le altre regioni italiane”.

Come ovviare?

 “Una delle possibili soluzioni potrebbe essere quella della estensione del tempo pieno o prolungato in tutte le scuole siciliane, innovazione che permetterebbe un considerevole aumento del numero dei posti o cattedre disponibili – risponde il deputato azzurro -. Altra strada potrebbe essere quella di fornire opportune finestre che permettano ai docenti ultrasessantenni di essere quanto prima posti in quiescenza, così da liberare il maggior numero di posti disponibile”.

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