Cosa succede in città? Il quiz è alla Vasco Rossi e si sposa in bianco agli accadimenti della sempre-rifiorente, per scippare due-tre parole a Santi Correnti. Succede che si parla solo di trans e omosessuali e fin qui nulla di strano, anzi nulla da dire. Catania – cioè la sempre-rifiorente – è luogo con anima sfilacciata: non accoglie i discepoli di Eredia e Majorana – epperò siamo in attesa delle barzellette di Battiato – ma raccoglie e coccola cappelli e borselli dei parcheggiatori abusivi. Qui Dio, con buona pace di Michel Onfray e dei devoti agatini, è morto per davvero o forse non è manco nato.

Cosa fa una città senz’anima e legge? La butta su sesso e politica. Su cumannari e futt… Di entrambi siamo esperti. Della seconda non parlo, del primo non citerò i libri di Brancati e Patti – con quelli rimaniamo sul classico – bensì vita e opere di Melissa P. e l’inimitabile via delle Finanze.

Credevano di aver capito tutto gli escursionisti di viale Vittorio Veneto ma un giorno venne la Panarello. Non le bastava uccidere Freud: voleva pensionare Verga e le donne pazienti, rassegnate ma forti. Due o più di due in una botta. Venne e disse che a Catania comandavano loro, le femmine, grazie a un erotismo da guinness. E se a qualcuno non fosse andato giù tanto peggio per lui.

I triestini hanno il “magico” Carso, le fonti del Timavo, il mitreo, la passeggiata Rilke, il castello di Miramare e la statua di Sissi Wittelsbach, noi san Berillo vecchio. Manco fosse Fontana di Trevi con Mastroianni e la Ekberg, lo fanno pure vedere al cinema. Pochi mesi fa nei “Fantasmi di san Berillo”, la nostra “Grande bellezza” il docu-film su una Catania profana, povera materialmente e ancor più moralmente. Al di là del tunnel luce non se ne vede e il contrappeso dell’ironia non è sufficiente: non guarisce neanche da un raffreddore. Adesso pare sia il turno di “Più buio di mezzanotte”, film su Davide “Fuxia” gay etneo nella città dei tempi cupi, presentato al festival di Cannes.

Cosa succede in città? Succede che ci vorrebbe Andreotti buonanima. Anzi un “andreottiano” che dicesse che i panni sporchi si lavano in famiglia. Succede che quella non è arte ma commercio e più della finta morale che dei corpi. Succede che dei trans e degli omosessuali non frega a nessuno (per dire la verità manco degli etero e dei parcheggiatori); interessano le chiacchiere sì, travestite da film verità, da drag queen, da giovanotti in canottiera e da pischelle in mini. Succede che nessuno scopre niente perché non c’è niente da scoprire. Succede che il mercato dopo aver catturato la bellezza, cavalcato le nevrosi, ha riscoperto la miseria che vince 10-1 con la volgarità.

Triplice “evviva!” per i catanesi: è il loro momento. Altro che femminismo da terzo millennio.

 

 

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