di Alberto Molino

«I giovani sono il futuro delle città, attraverso il loro coinvolgimento e la loro partecipazione le amministrazioni sono costrette a cambiare il metodo e l’approccio con il cittadino, che oggi assume un ruolo centrale all’interno della società» afferma l’assessore all’urbanistica Salvo Di Salvo  durante l’incontro tenutosi, sabato 27 settembre 2014, nella Sala Giunta del Comune di Catania tra le istituzioni e i giovani coinvolti nel progetto “Giovani, Legalità, Cittadinanza e Partecipazione, Programma Operativo Nazionale FESR – Sicurezza per lo Sviluppo, Obiettivo Convergenza 2007-2013”.

Si tratta di un’iniziativa che, nel corso di questi anni, ha cercato di coinvolgere giovani appartenenti a realtà periferiche ed emarginate in attività socio-educative le quali, a detta degli ideatori, rappresentano il punto di partenza di molte altre proposte, come per esempio l’apertura di otto centri ricreativi You&Me in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

Catania 27 settembre aga hotel (1)Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta Giovanile del Comune di Catania, spiega infatti che la presenza sul territorio dei centri di aggregazione You&Me permetterà, con l’ausilio di associazioni e istituzioni, di trasmettere ai giovani l’interesse per la causa pubblica, di combattere per il loro domani, rendendoli al contempo la prima espressione di cittadinanza attiva. L’obiettivo resta la creazione di un tessuto sociale e aggregativo realizzato da e per i giovani, nell’ottica di una valorizzazione del capitale umano.

«Non finisce qui – afferma Dino Barbarossa, presidente della Cooperativa Mosaico – perché a Catania esistono altri centri di aggregazione giovanile come quello di Acicastello “Colline Giovani”, già attivo da un po’, e quello di Librino “Villa Fazio” in fase di avvio, ma questo è solo l’inizio di un unico  grande progetto che vede nei giovani la risorsa primaria capace di riappropriarsi dei beni della propria città».

Il fine ultimo dei centri di aggregazione giovanile è, infatti, l’unione di diversi contesti sociali, la sinergia tra amministrazioni e cittadini, la contaminazione di idee e progetti, il raggruppamento, nel senso più ampio del termine, di capitale umano in grado di creare opportunità per lo sviluppo della persona e che, spesso, si vede privato di occasioni per l’incontro, senza le quali non sarebbe possibile la realizzazione di sé stessi e delle proprie potenzialità. I giovani, secondo i responsabili del progetto, sono la risorsa più importante che una città possieda, quindi devono essere ascoltati, ma soprattutto non vanno abbandonati.

L’iniziativa, a fine giornata, si è conclusa con una serie di workshop multitematici che hanno coinvolto i ragazzi attraverso diverse forme d’arte: dalla cinematografia alla musica.

Alberto Molino

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