di Agnese Maugeri

Catania- “Avevo ventun anni e mi sentivo indistruttibile. Sbarcammo in fretta guardando il cielo.Per fortuna nessun aereo ci prese di mira. Poi proseguimmo verso l’entroterra dell’isola incontrando dolore e morte. La guerra arrivò in Sicilia all’alba del 10 luglio”.

Con queste parole e con la foto dello sbarco, scattata dalla nave, che ritrae i soldati americani che approdano sulle spiagge siciliane, si apre la mostra di Phil Stern “Sicily 1943” attualmente visibile fino al 2 giugno presso il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia, alla Galleria d’Arte Contemporanea del centro fieristico Le Ciminiere di Catania.

La mostra è approdata nella città etnea dopo essere stata esposta ad Acireale e a Milano nei saloni delle banche che l’hanno prodotta, Credito Siciliano e Credito Valtellinese.

Phil Stern è un fotografo di 94 anni tra i più famosi d’America, tra i soggetti dei suoi innumerevoli scatti si ricordano Marylin Monroe, Luis Armstrong, Ella Fitzgerald, James Dean e fu il fotografo ufficiale del presidente Kennedy.

Nel 1942 Stern a soli ventun anni si arruola come volontario tra i Rangers e viene spedito nel Nord-Africa per seguire l’impresa di guerra, curando un dettagliato reportage fotografico per il giornale americano Stars and Stripe.

tip1_4748 Phil Stern ComisoNel luglio del 1943 il giovane reporter sbarca in Sicilia insieme ai Darby’s Rangers, sulla spiaggia di Punta Due Rocche tra Licata e Gela, ovvero il D-day dell’Operazione Husky, da qui inizia a fotografare tutto ciò che la guerra con la sua immane crudeltà palesa davanti al suo attento e profondo sguardo.

Le settanta foto della mostra ci documentano morti, feriti, disperazione, speranza, gioia, rinascita, forza, ci raccontano attraverso la sofferenza della popolazione civile, la nostra stessa gente, il terribile dolore provato.

Le immagini sono dure, ricche di pathos, le sue foto sono la rappresentazione quanto più fedele di quei momenti, della tragedia che civili e militari erano obbligati a vedere e a vivere, questo era il compito dei combat cameramen come cita una frase dello stesso Stern appesa sopra un gruppo di foto: “La storia diventa concreta nelle immagini dei combat cameramen”.

Ed ecco che le istantanee si caricano di una duplice valenza artistica-storica, perché il suo sguardo non solo è riuscito a catturare e a immortalare le atrocità della guerra, ma è anche andato oltre, cogliendo la gente e soprattutto la vita; ci sono scatti che ritraggono le donne dell’isola e i bambini che giocano tra le macerie dei bombardamenti. Una foto fatta alla stazione centrale di Palermo ritrae alcuni soldati che insegnano a un piccolo siciliano a giocare a football, ci sono gli uomini civili in fila che attendono le armi, e paesi come Comiso con la gente per strada felice che festeggia l’arrivo degli americani salutandoli, visibilmente disperati ma con gli occhi colmi di una rinata speranza.

Stern fotografa ogni cosa colpisca la sua attenzione, il mare, gli aerei, i carri armati, lo sguardo smarrito dei prigionieri, l’abbraccio dei contadini, i carretti siciliani che camminano lungo le strade di campagna, i paesaggi arsi dal sole, si fa anche immortalare tra la gente dell’isola, attratto dal mondo contadino e dalla generosità dei siciliani.

stern su mulo sicilia 1943Il lavoro del fotogiornalista era di documentare ma Phil Stern è andato ben oltre, è riuscito a cogliere la poesia nella tragedia che lo circondava.

In una tabella posta al centro della mostra si legge di come l’organizzatore della stessa, Ezio Costanzo docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Catania, l’ha ideata e progettata durante un viaggio a Washington. Al National Archives mentre cercava materiale storico sullo sbarco in Sicilia si è imbattuto in una foto, che fa parte delle settanta esposte, dove si ritraggono due corpi carbonizzati dopo un’esplosione e in lontananza si vede un carretto siciliano, uno degli scatti più struggenti. Il Dottor Costanzo sul retro della stessa ha letto il nome di Phil Stern e ha subito realizzato si trattasse del noto fotografo, una volta riuscito a contattare l’artista e spiegatagli la sua idea è iniziata la loro collaborazione.

La prima esposizione è stata ad Acireale e per l’occasione venne anche Phil Stern a inaugurarla, il fotografo ha voluto ripercorrere le tappe del suo passato sull’isola andando a Licata, Comiso, Gela, Noto, Catania, nelle varie città ha inoltre ricevuto premi e onorificenze.

Tutto il suo viaggio è stato filmato e documentato in un lungometraggio curato dal Professor Ezio Costanzo, il film si può vedere all’interno della mostra e contiene racconti, ricordi del fotoreporter e molte foto scattate negli stessi posti che settant’anni prima aveva immortalato.

L’istantanea più intensa è quella che ritrae Stern novantenne seduto su una sedia nella spiaggia di Punta Due Rocche che in silenzio guarda il mare e ascolta i suoi racconti.

La consistente affluenza di visitatori alla mostra, scolaresche, appassionati del periodo storico e turisti conferma l’interesse storico per l’evento; il commissario straordinario della provincia Giuseppe Romano ha inoltre sottolineato un lusinghiero apprezzamento registrato dalla numerosa partecipazione alla mostra di angloamericani, canadesi, australiani e neozelandesi.

Una rassegna fotografica che coinvolge lo spettatore, dove la storia diventa arte capace di donare immagini intrinseche di significato umano e di profonda bellezza, perché l’orrore della guerra non cada mai nell’oblio bisogna raccontarla così come fa Phil Stern con le sue foto e le sue parole:“La guerra? Non la conoscevo posso ritenermi fortunato di essere tornato vivo, fu uno sbaglio arruolarmi come volontario voglio solo dimenticare”.

Agnese Maugeri

Scrivi