Zuccarello (FdI-An): “Paese spaccato in due e si aggrava così la già difficile situazione economica dell’Isola”

MESSINA – Ormai è certo: dal prossimo 13 giugno ai siciliani non sarà più garantito il diritto alla continuità territoriale. Una mazzata alla già precaria economia isolana.
“Questo è ‘il risultato della sfida fra Trenitalia e Rfi (Rete ferroviaria italiana) che ha come conseguenza quella di spaccare in due il Paese – dice Luciano Zuccarello, dirigente nazionale di FdI-An – il taglio del traghettamento dei treni porterà un grave disagio ai passeggeri e aggrava la gia’ difficile situazione economica della Sicilia”.
“Il progetto dello smantellamento del traghettamento – aggiunge Zuccarello – fara’ perdere alll’isola il diritto alla continuita territoriale e questo è inaccettabile perchè, al contrario, bisognerebbe guardare al futuro con investimenti mirati  per rendere moderne le infrastrutture della nostra isola”. E conclude: “Ancora una volta la regione  siciliana tradisce i suoi abitanti”.
Intanto si assiste al solito balletto di dichiarazioni rassicuranti da parte dell’Ad di Fsi Michele Elia, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il quale garantisce che non si saranno tagli ai collegamenti. Lo scenario si arricchisce di annunci di mega opere, di alta velocità, di grandi progetti come la Palermo-Messina-Catania per un totale di circa 8 miliardi e 600 milioni di euro di cui ne sono stati finanziati appena il 10%. Cifra risibile. Da decenni si assiste all’annuncio di opere pubbliche faraoniche mai davvero finanziate per l’intero importo e di conseguenza mai completate.
Si tratta dell’ennesimo scippo alle tasche dei siciliani che pagano le tasse e sono rappresentati da una classe politica quantomeno distratta.
I siciliani hanno il sacrosanto diritto ad avere gli stessi servizi dei cittadini di oltre Stretto e la mobilita e la continuità territoriale sono diritti fondamentali che lo Stato deve assicurare.

S.R.

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